Il dolore
Tagli ai centri per l’impiego ecco la riorganizzazione
Con la sforbiciata ai fondi sono stati ridotti i servizi e le aperture degli sportelli Ma sono state mantenute le sedi dislocate e salvati otto posti di lavoro
EMPOLI. Orari degli sportelli ridotti, laboratori tagliati e servizi cancellati. La sforbiciata sugli stanziamenti da parte della Regione in favore dell'Unione dei Comuni per il funzionamento dei servizi per l'impiego le sue conseguenze le ha avute eccome. Tuttavia quello che solo pochi mesi fa sembrava l'inizio di un uragano, alla fine ha avuto effetti molto meno drammatici. Almeno per ora. La soluzione trovata, infatti, è fragile e a breve durata, ma ha mantenuto la struttura dei servizi svolti dai centri per l'impiego territoriali e soprattutto ha salvato gli otto posti di lavoro in ballo. All'inizio del settembre scorso la Regione aveva ufficializzato la redistribuzione delle risorse del Fondo sociale europeo: all'ente di piazza della Vittoria erano stati girati circa la metà dei soldi da far bastare per un anno e mezzo. Uno scoperto da 350mila euro per la gestione di un servizio che fino all'anno precedente aveva richiesto il doppio. Di lì ad annunciare il disastro atomico ci correva davvero poco. Aspetti questi prioritari e che si è cercato di salvaguardare in ogni maniera, seppure con costi non trascurabili per l'Unione in primis e per la Provincia in seconda battuta. Mentre su altri capitoli della vicenda – come ad esempio le modalità di assegnazione degli appalti o la possibilità di lasciare la gestione di alcuni servizi - ancora si sta discutendo.
Tornando al principio, non sono mancati i tagli. Innanzitutto all'orario, nonostante le rassicurazioni che le riduzioni non dipendono dalle ristrettezze economiche: un giorno e mezzo in meno di apertura nei due centri di Empoli e Castelfiorentino. Ad essere stato abbandonato, inoltre, è tutto il sistema degli osservatori economici: si tratta dell'Osservatorio del mercato del lavoro dell'Empolese Valdelsa, dell'Osservatorio dell'artigianato e di quello per la piccola e media impresa. Inoltre, altro tassello bruciato è quello della formazione online: sono state, infatti, chiuse le due aule Trio (una a Castelfiorentino e una a Empoli) nelle quali era previsto l'accesso libero e gratuito ad internet da parte degli iscritti ai centri, con la supervisione di un tutor.
«I tagli sono stati fatti a malincuore – attacca il sindaco di Castelfiorentino Giovanni Occhipinti e delegato a lavoro dell'Unione dei Comuni – ma sono da considerarsi il male minore rispetto alla drastica riduzione di risorse che hanno subito i servizi per l'impiego in tutta l'area. In queste settimane abbiamo cercato di intervenire su quegli aspetti che avrebbero avuto il minor impatto possibile sul territorio per riuscire a salvaguardare quelli invece fondamentali per il funzionamento dell'intero sistema. Se pensiamo da che punto eravamo partiti solo pochi mesi fa, credo che quello raggiunto sia un risultato positivo».
Il mantenimento del radicamento delle sedi dei centri (le due principali di Empoli e Castelfiorentino, oltre al servizio territoriale di Fucecchio e agli sportelli di prima accoglienza dislocati nei vari comuni del circondario) è uno dei principali. Ma a far tirare un sospiro di sollievo è anche il salvataggio dei posti di lavoro, dati ormai per persi e invece mantenuti seppure con una riduzione dell'orario. Si tratta di otto lavoratori, sette full-time e un part-time, dei circa 30 dipendenti. Questi avevano un contratto a tempo determinato fino al dicembre scorso e sembrava che il rinnovo non sarebbe stato possibile. E invece con un impegno di spesa di 160mila euro da parte dell'Unione e il contributo della Provincia di 60-70mila euro l'accordo è stato raggiunto per tutto il 2014. «Siamo soddisfatti di questo risultato – commenta Massimiliano Fabozzi, responsabile Filcams Cgil dell'area – perché da una parte si sono mantenuti i posti, seppure con una riduzione oraria del 10-15%, e dall'altra si è avuta una dimostrazione di solidarietà tra lavoratori del pubblico e del privato: i primi, infatti, hanno acconsentito a ridursi l'orario per permettere a tutti di mantenere il lavoro».
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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