Oltre 500 accertamenti sulle pensioni dell’Inps
Presto l’invio delle raccomandate da parte dell’istituto con la richiesta dei dati relativi ai redditi del 2011 senza i quali da aprile verrà sospeso l’assegno mensile
EMPOLI. A differenza dello scorso anno, quando nei primi giorni di gennaio le lettere erano già nella cassetta della posta, ancora i solleciti per la presentazione del Red dell’ultimo anno fiscale chiuso (in questo caso le dichiarazioni 2012, in riferimento ai redditi del 2011) non sono stati inviati. Tuttavia, a centinaia di pensionati dell’Empolese Valdelsa l’ansia da “presentazione” non sarà risparmiata. Come confermano gli uffici dell’Inps, infatti, i solleciti per l’inoltro dei Red 2012 saranno recapitati nelle prossime settimane e recheranno con sé tutte le informazioni necessarie per adempiere all’obbligo.
Un obbligo da non sottovalutare, visto che la pena consiste in una decurtazione del proprio assegno pensionistico o addirittura l’azzeramento della prestazione nel caso di un assegno familiare o di una pensione di invalidità. Ma andiamo con ordine. Il modello Red serve per comunicare all’ente pensionistico i dati reddituali al fine di consentire la verifica del diritto all’integrazione alla prestazione previdenziale e assistenziale. Nella fattispecie, interessate dal sollecito sono le pensioni integrate al minimo con maggiorazione e assegno sociale, i trattamenti di famiglia, le pensioni di reversibilità, gli assegni ordinari di invalidità. Il Red deve essere presentato ogni anno da coloro che rientrano in queste categorie. Tuttavia, può accadere sia per dimenticanza dei pensionati, sia per un’acquisizione errata o non esaustiva che l’Inps richieda i dati relativi agli anni passati che risultano mancanti.
L’ente previdenziale ogni anno confronta i propri data base con quelli dell’Agenzia delle Entrate in relazione all’ultimo anno fiscale chiuso per verificare la corrispondenza tra le dichiarazioni presentate e la documentazione accessoria richiesta (in questo caso il Red appunto). Quindi, viene stilata una lista di tutti coloro che avrebbero dovuto presentarla e che non l’hanno fatto. Ma, come accennato, può accadere anche che vengano inclusi nell’elenco anche pensionati che invece avevano presentato il modello.
Ad ogni modo, una volta compilata la lista, vengono inviati i solleciti nei quali si richiede l’inoltro del modello mancante. Il termine (l’anno scorso era stato fissato nel 28 febbraio) è previsto entro trenta giorni dalla ricezione della lettera. Una procedura che l’Istituto di previdenza sociale considera di routine, dal momento che la situazione reddituale può variare. Tuttavia, ogni anno essa comporta un rischio importante per centinaia di pensionat. Si stima che quest’anno gli interessati siano oltre cinquecento. Vedersi decurtare l’assegno oppure perdere addirittura il sussidio a partire dal mese successivo è una possibilità che, specie in un periodo nero come questo per migliaia di pensionati, spaventa e non poco. Ma che può essere ricacciata con una semplice procedura: compilare il modello richiesto (con i dati reddituali del titolare della prestazione ed eventualmente del coniuge e dei figli) entro la data indicata sul sollecito e inviarlo. Dagli uffici territoriali, inoltre, arriva anche un’altra raccomandazione per i titolari di assegni previdenziali che non vogliano correre il rischio di ricevere il sollecito qualche anno dopo. Il Red, infatti, deve essere sempre compilato e consegnato da coloro che fruiscono delle prestazioni integrate sopra descritte. Tutti questi soggetti, compresi coloro che non hanno altri redditi e ricevono il Cud esclusivamente dall’Inps, a inviare il modello non appena è in possesso dei dati necessari per la dichiarazione.
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