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Falaschi, oggi scade l’ultimatum e i sindaci preparano il “piano B”

Falaschi, oggi scade l’ultimatum e i sindaci preparano il “piano B”

Senza accordo sindacati-curatore per gli scuolabus i Comuni di Vinci e Montelupo affideranno il servizio a un altro soggetto, ma ci saranno almeno due giorni di black-out. La Cgil: «Ecco le nostre condizioni»

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VINCI. O si trova un accordo entro la mattinata di oggi (sabato 4 gennaio), oppure i Comuni di Vinci e Montelupo affideranno il servizio a un altro gestore. I cui pulmini però inizierebbero a girare non prima di mercoledì, con tutti i disagi che ne deriverebbero per centinaia di famiglie. Per tutta la giornata di ieri sono andati avanti freneticamente i contatti tra gli uffici comunali, il curatore Mario Venezia e i sindacati. Ognuno ha ragioni da vendere, ma l’impressione tuttavia è che l’intera faccenda poteva e doveva essere gestita diversamente. Perché le precarie condizioni dell’azienda di Pontedera erano note da tempo e gli autisti (una ventina in tutto, una parte dei quali rischia di ritrovarsi senza lavoro) percepiscono uno stipendio da 450 euro da mesi. I Comuni hanno suddiviso la gara in più lotti, con il risultato che due municipi (Cerreto e Capraia e Limite) hanno riassegnato l’appalto ma senza clausola sociale (che prevede il riassorbimento dei lavoratori) e altri due (Vinci e Montelupo) sono rimasti col cerino in mano. E alla fine la “bomba” è esplosa nel periodo delle festività, con tutte le problematiche che ne conseguono. Il tavolo è saltato e il curatore ritiene che non ci siano i margini per l’esercizio provvisorio, che avrebbe permesso alla Falaschi di andare avanti fino a giugno. Questo significa che martedì, quando riapriranno le scuole – a meno di colpi di scena – i pulmini dell’azienda di Pontedera resteranno parcheggiati nel deposito cerretese. E le famiglie dovranno arrangiarsi. Almeno per due-tre giorni, il tempo necessario per permettere ai Comuni di formalizzare l’affidamento del servizio a un’altra ditta (e in questo caso resta un grosso punto interrogativo sul futuro dei lavoratori). «Abbiamo due strade di fronte – ha spiegato l’assessore montelupino Luca Rovai – trovare un accordo con il curatore a livello locale, oppure affidare per un tempo limitato il servizio a un altro soggetto. Attendiamo delle risposte dai soggetti coinvolti e siamo a stretto contatto sia con il curatore, sia con le parti sociali, in modo da definire una soluzione concreta entro domani (oggi, ndr)». E il sindaco Rossana Mori aggiunge: «Ho inviato una nota al curatore per spiegare la delicatezza della situazione: noi dobbiamo garantire il servizio. E gli uffici nel frattempo si sono mossi con altri soggetti, che nell’eventualità sarebbero pronti a subentrare da martedì o mercoledì al massimo». Un “piano B” messo a punto anche dal vicesindaco di Vinci Alberto Casini: «A questo punto un accordo a livello territoriale mi sembra improbabile. Comunque aspettiamo ancora alcune ore, per capire se ci sono i margini. Altrimenti dal 9 gennaio partiremo con il nuovo soggetto» che potrebbe gestire il servizio fino alla fine dell’anno scolastico.

Intanto i lavoratori – attraverso la Filt-Cgil – spiegano la loro posizione: «La vertenza – scrivono Alessio Ammannati e Sergio Luschi – può essere a un punto di svolta, se vengono soddisfatte tre condizioni elementari, semplici e giuste, ad oggi evase: l'erogazione di uno stipendio reale, non decurtato come ha fatto la Falaschi negli ultimi 14 mesi; una clausola sociale che garantisca ai lavoratori una continuità e una prospettiva lavorativa nell'appalto degli scuolabus; la intangibile soddisfazione dei crediti che i lavoratori vantano nei confronti di Falaschi, a fronte di differenze retributive accumulatesi in questi anni. Negli ultimi 14 mesi, dopo molte peripezie, i lavoratori hanno percepito 400-500 euro mensili, rispetto agli 800-900 che dovrebbero percepire. Il curatore non ha garantito l’erogazione degli stipendi reali e contrattuali. Nè le amministrazioni hanno garantito, in primo luogo quella di Cerreto, la tutela occupazionale». Condizioni che per il sindacato sono imprescindibili: «Se ci sono riconvochino le segreterie nazionali di categoria. Altrimenti giudichino i cittadini la totale ingiustizia di tale atteggiamento».

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