Il Tirreno

Empoli

Empoli riscopre l’arcivescovo dimenticato

Un libro di Guerrini su Giovanni Marchetti grazie alla Misericordia e alla collaborazione di Lastraioli

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EMPOLI. Un grande empolese dimenticato. In pochi lo sanno, ma fu lui a porre la prima pietra della biblioteca della città, donando la sua preziosa e cospicua raccolta personale di testi, primo nucleo storico della biblioteca stessa. Nessuno pensò mai di dedicargliela, anzi la sua memoria fu rimossa alla svelta. Oggi la figura e la storia di Giovanni Marchetti da Empoli viene recuperata e grazie ad un libro a cura di Mauro Guerrini, professore ordinario di biblioteconomia all'Università di Firenze in collaborazione con la Misericordia di Empoli che ne ha resa possibile la pubblicazione, Empoli riscopre (o forse sarebbe bene dire scopre per la prima volta) un personaggio di spessore nel panorama italiano a cavallo tra '700 e '800.

La vita di Giovanni Marchetti da Empoli venne già dibattuta un anno fa in un tavolo di studio in città alla presenza anche dell'avvocato Giuliano Lastraioli che ha apportato il suo prezioso aiuto alla stesura del testo e alla raccolta del materiale storico. Oggi esce in un libro che è già in vendita alla libreria San Paolo di Empoli.

Giovanni Marchetti nacque in città nel 1753 in via della Fogna poi ribattezzata appunto via Marchetti, all'angolo con via Chiara. Nel 1773 un prete di passaggio notò le sue doti intellettuali e gli permise di trasferirsi a Roma dove fu introdotto al Collegio romano dei gesuiti e dunque alla strada religiosa. Marchetti studiò teologia, sacra scrittura e filosofia imparando varie lingue e venne ordinato sacerdote nel 1777. Rimase a Roma molti anni ricoprendo vari incarichi all'interno della Curia romana, diventando un personaggio influente, fu anche arcivescovo di Ancira e vicario apostolico della diocesi di Rimini. Rientrò a Empoli numerose volte nella casa di famiglia nel convento carmelitano di Corniola o da conoscenti a Cerbaiola.

«È uno di quei personaggi della nostra città che ha avuto un'importanza eccezionale – ha spiegato Mauro Guerrini – ma è stato totalmente dimenticato e non è il solo. Fu autore di molte opere, tutte scritte in italiano e non in latino come ancora usava all'epoca, che ottennero grande successo e furono tradotte in numerose lingue. Scritti apologetici ed intransigenti a difesa dell'autorità e del primato papale contro i rivoluzionari definiti come distruttori delle monarchie e della religione. La sua vita, che abbiamo ripercorso, è veramente intensa, è passato alla storia come "martello del giansenismo" e nemico della cultura illuminista. Eppure di lui non ci sono rimaste immagini, morì a Empoli nel 1829 povero e solo e nessuno gli ha mai tributato l'importanza che ha avuto anche nei confronti della sua città. La libreria di san Giovanni Battista, nucleo storico della biblioteca comunale di Empoli, è opera sua e delle sue 24 tonnellate di testi che portò da Roma a Empoli. Una cifra davvero enorme, per non parlare della sua collezione di dipinti».

Filippo Cioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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