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Empoli

le risposte alL’APPELLO DI PARRINI

«Le nostre storie sono simili, purtroppo l’Italia è questa»

«Le nostre storie sono simili, purtroppo l’Italia è questa»

EMPOLI. «Io sono una delle tante “Veronica”: ho 28 anni, specializzata con lode in Scienze politiche e vado avanti a tirocini di 500 euro... è possibile?». Chiara Mancini ha risposto così all’appello...

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EMPOLI. «Io sono una delle tante “Veronica”: ho 28 anni, specializzata con lode in Scienze politiche e vado avanti a tirocini di 500 euro... è possibile?». Chiara Mancini ha risposto così all’appello che, pochi istanti dopo il discorso di Napolitano , il deputato del Pd Dario Parrini ha fatto attraverso la sua pagina Facebook. «Veronica si metta in contatto come me – ha scritto Parrini – la sua storia merita di essere ascoltata, voglio scambiare qualche idea con lei».

Per tutto il giorno, però, si sono fatte avanti altre persone, con altri nomi, ma con storie ed esperienze identiche. Per raccontare una situazione di disagio che i giovani vivono sulla loro pelle. Luciano Ferri è telegrafico nel descrivere la situazione di sua figlia: «Due diplomi, due lauree, due gemelle e due lavori precari per metter insieme uno stipendio. A 36 anni».

Dai messaggi che la gente ha indirizzato all’onorevole Parrini, emerge una situazione di disagio non solo per chi ha studiato. «Niente lauree – scrive Luca Rinaldi – tre anni di trafila, cassa integrazione, licenziamento. Alla fine dell’anno mi è scaduta la mobilità. Ho nelle mani un tirocinio, di sei mesi, avviato da due. Sorvolo sull’utilità di quel che faccio e sulla paga che percepisco».

Valentina Canuti sente di condividere le preoccupazioni scritte da Veronica al presidente della Repubblica: «Tra 2 mesi – racconta – si concluderà la mia carriera universitaria: borse di studio, cococo, cocopro, partita Iva, dottorato, assegni di ricerca, il tutto per un totale di 13 anni dedicati alla ricerca nella speranza di poter accedere a un posto, sempre precario, di ricercatore: questa è l’Italia»

Non solo storie. Anche critiche. «È un po’ come dire “ti aiutiamo se ti metti nelle mani della politica”», dice Valerio Desideri, riferendosi all’appello di Parrini. «Non è un bel messaggio».

E c’è chi ci va giù anche pesante: Giovanni Grazzini scrive «Le mie figlie sono laureate e precarie, non si chiamano veronica, perché Parrini vuole scambiare qualche idea solo con Veronica?». E Manuele Vannucci: «Non credo che in anni di politica attiva e amministrazione, Parrini non abbia mai incontrato una Veronica: questo annuncio ha il sapore amaro della politica mediatica, come palliativo della politica reale». Critiche alle quali Parrini ha replicato.

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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