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Empoli

«Ho preso carta e penna e ho scritto a Giorgio Napolitano»

«Ho preso carta e penna e ho scritto a Giorgio Napolitano»

È Veronica Fiorillo l’empolese di 28 anni presa a esempio dal presidente della Repubblica nel discorso di fine anno

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EMPOLI. «Ho preso carta e penna e ho scritto al presidente della Repubblica per raccontare il mio stato d’animo: non riuscivo a trovare chi mi faceva fare un tirocinio gratuito». È Veronica Fiorillo l’empolese di 28 anni presa a esempio da Napolitano nel discorso di fine anno trasmesso dalle reti televisive. Studi superiori a San Miniato, una laurea in psicologia conseguita tre anni fa dopo grandi sacrifici, un percorso di specializzazione con tanti punti interrogativi: «Io credo ancora nell'Italia, ma l'Italia crede ancora in me?».

La lettera della dottoressa toscana è stata una delle cinque lettere attraverso le quali il Capo dello Stato ha toccato i temi a suo avviso più importanti e delicati per il Paese. Napolitano, oltre a quella di Veronica, ha scelto altre quattro missive giunte al Quirinale via email da parte di semplici cittadini che hanno deciso di scrivergli direttamente i propri pensieri. Perché "la politica deve condividere i sacrifici che tanti italiani stanno facendo a causa della crisi economica". Tra le mail citate dal presidente, c'è anche quella di un industriale marchigiano che disoccupato che chiede: "Non possiamo essere solo noi a fare sacrifici, che comincino anche i politici". Un "proposito e un appello" che il capo dello Stato trova "giusto" e al quale "cercano di corrispondere le misure recenti all'esame del parlamento in materia di province e di finanziamento pubblico ai partiti".

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