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Un impianto per l’energia nell’area Colorobbia a Montelupo

Un impianto per l’energia nell’area Colorobbia a Montelupo

Il progetto prevede l’utilizzo di scarti animali e vegetali per produrre elettricità e farine: le osservazioni dei cittadini entro il 20 gennaio. Intanto Sel chiede che vengano convocate assemblee pubbliche

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EMPOLI. Utilizzare gli scarti animali e vegetali per produrre energia elettrica. È il progetto della Colorobbia di Montelupo, la storica azienda (fondata nel 1921) specializzata nella produzione di prodotti per la decorazione, in particolare della ceramica industriale nello stabilimento di via del Lavoro, in località Pratella (su un’area complessiva di 200mila metri quadrati). La Colorobbia ha presentato il progetto «condiviso e valutato insieme agli enti che si dovranno occupare della sua approvazione». Il primo step è la verifica di assoggettabilità alla Via (Valutazione impatto ambientale), sulla quale dovrà esprimersi l’Unione dei Comuni, che ha pubblicato la documentazione sul sito internet istituzionale, con cittadini e associazione che hanno tempo fino al 20 gennaio 2014 per presentare eventuali osservazioni. Secondo il progetto (messo a punto dall’ufficio tecnico di Colorobbia e da Raft srl), il nuovo impianto per il recupero energetico da Soa (corpi interi o parti, di animali o prodotti di origine animale non destinati al consumo umano) ha potenzialità di 22.500 tonnellate all’anno di materiale lavorato (provenienti dalla macellazione bovina, suina, equina, avicola, dalla lavorazione del pesce, dal ritiro prodotti a base di proteina animale scaduti o non correttamente confezionati) e produrrà circa 8 gigawatt di energia elettrica su base annuale, ma anche 5.600 tonnellate di farine proteiche per la commercializzazione nel settore dei mangimi animali. «L’ingombro del nuovo impianto – si legge nel documento – da collocarsi all’interno di un fabbricato esistente e precedentemente adibito ad alta produzione, non supererà i tremila metri quadrati e non determinerà significative modifiche alla gestione del piazzale e degli accessi. «L’analisi paesaggistica non evidenzia criticità dall’inserimento del nuovo impianto che avviene in un contesto industriale già organizzato senza modifiche significative se non il posizionamento di alcuni camini di emissioni non visibili da nessuno dei punti di vista sensibili individuati».

Intanto interviene Sel dell’Empolese Valdelsa, che non nasconde la preoccupazione per il progetto: «Non possono essere sottovalutati i rischi di impatto sanitario e ambientale che tale impianto potrebbe generare sul nostro territorio. Per questo motivo chiediamo che vengano effettuate tutte le necessarie valutazioni ambientali e sanitarie sottoponendo l’impianto a procedura di Via e che venga informata e coinvolta la popolazione di Montelupo ed Empoli, in particolare per le frazioni più direttamente interessate Fibbiana, Ponterotto, Sammontana, Villanuova, Cortenuova, Pontorme anche attraverso una o più assemblee pubbliche con amministratori locali, esperti e tecnici, anche di Colorobbia se disponibili». Sel si impegna inoltre a collaborare per la presentazione delle opportune osservazioni: info sel.empoli@gmail.com oppure Nicola Ferraro al 338 8073584.

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