Sicurezza
Muore dopo un mese di agonia per un incidente di caccia
La vittima era rimasta ferita gravemente a San Vincenzo a Torri per un colpo sparato da un amico durante un addestramento. Operato più volte, l’uomo è deceduto a Careggi
MONTESPERTOLI. Furono subito definite molto gravi le condizioni di un cacciatore colpito con una fucilata da un compagno di battuta che stava sparando a un cinghiale ed ora, il 25 dicembre, nella notte di Natale, è morto dopo oltre un mese di degenza all'ospedale di Careggi.
L'incidente era avvenuto nella campagna di Scandicci, a San Vincenzo a Torri, il 17 novembre scorso, nella prima mattinata. Una domenica che doveva essere di svago per un gruppo di amici e che invece è finita in tragedia.
La vittima si chiama Secondo Secondini, 57 anni, originario di Sansepolcro (in provincia di Arezzo) e abitante a Montagnana dove si era trasferito da poco (prima era residente sempre nel comune di Montespertoli ma nella frazione di San Quirico).
Soccorso dalla Misericordia di San Casciano e dall’automedica del 118, era stato portato all’ospedale di Careggi con l’elisoccorso. Aveva riportato gravissime lesioni e, pur operato più volte durante questi quaranta giorni, i chirurghi non hanno potuto estrarre il proiettile - un pallettone da cinghiale - che era entrato dall'addome e si era fermato troppo vicino all'aorta.
La procura di Firenze ora indaga per omicidio colposo l'amico, un cacciatore di 33 anni residente a Scandicci, che sparò. Inoltre il pubblico ministero Filippo Focardi, che non ha disposto l'autopsia, ha comunque incaricato i sanitari dell’ospedale di Careggi di effettuare un riscontro diagnostico sulla salma e di prelevare il proiettile da caccia, così da mandarlo al Ris di Roma per verificare che tipo di munizionamento sia stato usato.
L'incidente di caccia avvenne dove alcuni conoscenti, fra cui la vittima, si erano recati per addestrare i cani nelle battute a selvaggina volatile. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Scandicci però, ad un certo punto, il cacciatore che guidava i cani avvisò, da una certa distanza, che stava sopraggiungendo un cinghiale.
Il cacciatore che poi è stato indagato, armò il fucile con munizioni adatte ed esplose colpi di fucile verso l'animale: colpì il cinghiale ma un pallettone andò fuori bersaglio e raggiunse la vittima, forse addirittura dopo esser stato deviato dal metallo di una recinzione.
Secondo Secondini è morto per Natale e il giorno dopo si è svolto il funerale nella frazione di Montagnana dove il cacciatore abitava con la moglie e il figlio. Nella zona era molto conosciuto e amato anche perché era un volontario della festa paesana di San Pancrazio, quella che viene dedicata ogni anno al gelato e alle brioches. Una persona molto disponibile che lascia un vuoto anche tra i frequentatori del circolo Mcl di Montagnana.
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