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Empoli

Oggi summit decisivo coi Comuni

Oggi summit decisivo coi Comuni

L’associazione: «Cifre inaccettabili, si faccia qualcosa o si va allo scontro»

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EMPOLI. «I costi sono insostenibili. Se i sindaci non modificano la Tares siamo pronti allo scontro». Confesercenti, attraverso il coordinatore Lapo Cantini, alza la voce in vista del summit in programma oggi pomeriggio alle 15 nella sede di piazza della Vittoria dell’Unione dei Comuni. Dall’altra parte del tavolo ci saranno il delegato all’Ambiente Carlo Tempesti e quello alle finanze, Giulio Mangani. Un incontro preteso dalle associazioni di categoria dopo il caos-Vinci, dove il Comune – distinguendosi rispetto agli altri enti del circondario – ha inviato aveva inviato a famiglie e imprese – le cartelle per il pagamento del saldo Tares 2013.

Poi c’è stato il mezzo dietrofront, con l’amministrazione comunale che ha concesso la possibilità di rateizzare il saldo Tares fino a sei rate mensili. Ma le cifre restano. E saranno simili nel resto del circondario. «Impressionanti e inaccetabili – sintetizza Cantini – soprattutto per alcune categorie merceologiche (pubblici esercizi, pasticcerie, macellerie, alimentari tanto per citarne alcune). Come fa un ristorante di Empoli, pur grande che sia, a far fronte a una bolletta dei rifiuti da 65mila euro. O un bar di Sovigliana a pagarne 18mila?».

Secondo l’associazione di categoria va rivisto il sistema di tariffazione. C’è da dire che nella Tares, al contrario di quanto avveniva con la Tia, la grandezza dell’immobile ha molto più “peso” nel calcolo. Per questo le attività più grandi finiranno inevitabilmente per pagare di più. Ma quello che non accetta Confesercenti è l’entità dell’incremento. È altrettanto vero che i sindaci dell’Empolese Valdelsa hanno provato a limitare l’impatto della nuova tassa, cercando di salvaguardare il sistema di raccolta porta a porta, che di fatto rischiava di essere cancellato dalla Tares. E – al momento della redazione del regolamento – hanno cercato di intervenire prevedendo sconti fino al 30% per i “virtuosi” della raccolta differenziata: ma a conti fatti il risultato è un salasso: «Non possiamo chiedere alle imprese di accettare queste cifre: e anche se volessero non ce la farebbero. In tanti saranno costretti a chiudere».

Dunque oggi le associazioni di categoria chiederanno di abbassare i coefficienti di calcolo per determinate categorie merceologiche. Con i sindaci che – se accetteranno – dovranno rivedere la tariffazione delle famiglie, con un probabile ritocco verso l’alto per far quadrare i conti. (f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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