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Nel terzo trimestre non c’è stato il tracollo

Nel terzo trimestre non c’è stato il tracollo

Spignoli (Osservatorio): «Quadro sempre più confuso, ma tutto il territorio sta perdendo pezzi»

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EMPOLI. Tutto sommato nei primi nove mesi del 2013 le cose sono andate... meno peggio del previsto. Non c’è da alzare i calici al cielo, anche perché il segno “meno” resta. Ma l’impressione – anche se i dati sotto certi aspetti sono discordanti, o comunque schizofrenici è che l’Empolese Valdelsa abbia tenuto, o almeno non sia crollato.

Anche se i segnali negativi non mancano, come «la flessione delle ditte individuali e lo stop alla crescita delle società di capitali; minor capitalizzazione delle imprese e inesistente consolidamento d’impresa. Tasso si sopravvivenza ridotto delle “nuove imprese”: 18-24 mesi». L’Osservatorio ha preso come campione 94 imprese (56 dell’Empolese e 36 della Valdelsa), tra alimentari, moda, altro commercio, bar, ristoranti, alloggi e immobiliare a cui Confesercenti fornisce il servizio di gestione della contabilità. Analizzando le variazioni tendenziali di fatturato, al 30 settembre si è registrato un -1,03 (contro una previsione meno ottimistica del -2,15%) in un quadro congiunturale migliore rispetto a quello complessivo provinciale (-3,47%), frutto anche del -2,91 del Valdisieve/Valdarno, -6,12 del Mugello e -5,37 dell’area metropolitana; segno positivo in vece per Chianti (0,97) e Firenze (0,74). Nel circondario segni positivi per alcune “nicchie” come macellerie (1,31), fotografi e ottici (3,71); tengono i bar (+0,16), bene i ristoranti (2,37); giù pelletterie, calzature, borse e accessori (-4,9), alimentari mini market (-5,87). E se negli ultimi report sembrava che la Valdelsa in certi settori andasse meglio dell’Empolese, ora questa distinzione viene meno, come conferma lo stesso Spignoli: «I dati recenti facevano pensare che la distanza dalla grande distribuzione e un’altra serie di caratteristiche sociali (come la tradizione di comprare nel negozio della porta accanto) fossero alla base della tenuta della Valdelsa: ora invece – complice il forte turn-over delle imprese – il report confonde un po’ le idee: bar e ristoranti vanno meglio nell’Empolese, mentre la ricettività tiene in Valdelsa. Il dato certo però è che tutto il territorio sta perdendo pezzi e si assiste a un costante depauperamento che è una sconfitta per l’intera area».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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