Il Tirreno

Empoli

Bolletta scontata del 20% per le aziende dei distretti

di Marco Pagli
Bolletta scontata del 20% per le aziende dei distretti

Risparmi su gas ed energia per le imprese che costituiscono consorzi di acquisto Cna e Confindustria: «Ok, ma senza modifiche la Valdelsa sarà penalizzata»

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EMPOLI. A volte anche le questioni più spinose possono nascondere dei retroscena positivi. La questione in oggetto, spinosissima vista la bufera di proteste e polemiche su alcuni emendamenti presentati (spiagge, web tax, equo compenso e canone Rai, tanto per citarne alcuni), è la legge di stabilità. La nota positiva, invece, riguarda le aziende che potranno abbattere sensibilmente i costi legati all’energia. Tutto ruota intorno ad un emendamento, presentato dai deputati toscani del Pd Antonello Giacomelli e Andrea Biffoni e approvato la notte scorsa dalla Commissione bilancio della Camera, che di fatto equipara le piccole e medie aziende dei distretti industriali alle grandi aziende energivore.

In sostanza si prevede che, in tema di consumo di gas ed energia, il distretto venga considerato come soggetto unitario e quindi assimilato, quanto a riduzioni di costo, ai cosiddetti grandi utenti. Oro colato per decine di aziende dell’Empolese Valdelsa, che riusciranno in questo modo ad abbattere tali costi di circa il 20%. Per poter accedere agli sgravi sarà necessario che le aziende si costituiscano in consorzi di acquisto, escludendo in questo modo le imprese clandestine che rappresentano tra l’altro un competitore scorretto per quelle in regola. Come hanno spiegato gli stessi firmatari, «la costituzione di un consorzio impedirebbe di fatto ad aziende clandestine o comunque non in regola di accedere al beneficio e ciò sarebbe un vantaggio competitivo per quelle che rispettano le regole ed una penalizzazione per l’economia illegale».

Le associazioni di categoria, Cna e Confindustria in testa, esultano per questo risultato. Anche se sottolineano l’unico punto oscuro del provvedimento, che comunque verrà sicuramente delineato nelle prossime settimane con l’emanazione di un decreto attuativo che preciserà modalità e requisiti. Si tratta del fatto che, stando al testo dell’emendamento, tra i beneficiari sembrerebbero figurare solo le imprese che fanno parte di un distretto industriale. Una misura questa che penalizzerebbe intere aree come ad esempio la Valdelsa, che non ha distretti, e che in ogni caso limiterebbe lo spazio anche in territori produttivi come Empoli, Montelupo, Vinci e Fucecchio. In tali comuni, infatti, di distretti ce ne sono: Terrafino, Pontorme e Carraia i principali nel primo, la zona industriale all’altezza di Fibbiana nel secondo, l’area di Sovigliana nel terzo e il distretto del cuoio nell’ultimo. Tuttavia ci sono altrettante aree non considerate distretti, ma con medesima destinazione produttiva.

«L’emendamento approvato è un passo avanti fondamentale – spiega Simone Campinoti, presidente di Confindustria Empolese Valdelsa – che va sicuramente nella direzione giusta. In questo modo si contribuisce a recuperare parte del terreno perso in questi anni. Basti pensare che nell’ultimo periodo abbiamo stimato un aumento dei costi per l’aziende di un buon 30%». Così anche dalla sponda artigiana. «Accogliamo con molto favore la misura – afferma Elena Bardi, coordinatrice Cna del circondario – l’energia, intesa come luce e gas, è una delle voci di spesa più onerose insieme agli affitti e al costo del personale. Si va nella direzione di sostenere l’economia sana che va e produce e questo è un tassello finora un po’ vacante nelle politiche sia nazionali che locali. Altro aspetto positivo, poi, riguarda la spinta data ai consorzi di acquisto, che in Italia non funzionano come ne resto d’Europa e che invece ritengo importantissimi specie nei territori come il nostro». Tuttavia, come accennato, non mancano delle precisazioni importanti su alcuni aspetti del provvedimento.

«Adesso però attendiamo i decreti attuativi che fisseranno le regole – prosegue Campinoti – spero vivamente che vengano comprese negli sgravi anche le aziende fuori dai distretti industriali anche perché altrimenti saremmo di fronte ad una vera e propria discriminazione nei confronti di queste ultime. In questo modo si taglierebbero fuori parti importanti della nostra area che avrebbero bisogno di un aiuto. D’altronde il nostro territorio è solo in parte organizzato su distretti industriali e ciò rappresenta anche un punto di forza». Va oltre invece Elena Bardi. «L’inclusione al di fuori dei distretti sarebbe importante come fondamentale sarebbe l’estensione degli sgravi ad altri servizi come ad esempio la telefonia e internet».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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