Il Tirreno

Empoli

Sembra il far west, ma è il ricevimento scolastico

Sembra il far west, ma è il ricevimento scolastico

In coda per ore davanti al portone, poi la corsa per accaparrarsi il posto con spinte e cadute: in un istituto di Empoli andare a parlare con gli insegnanti è una vera impresa

4 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. In coda anche per un’ora intera davanti al portone, la corsa folle verso le aule per accaparrarsi il primo posto, le spinte, le cadute, qualcuno preso dallo sconforto si arrende e se ne va. Sembra di trovarsi all’apertura dei cancelli poco prima di un concerto rock, ma in realtà siamo alle scuole medie Vanghetti di Empoli, durante i consueti colloqui generali pomeridiani che precedono le vacanze natalizie (FOTO). Sono 600 gli alunni che accoglie la struttura in via Liguria, quasi un centinaio i genitori accorsi ieri per incontrare i docenti e conoscere l’andamento a scuola dei propri figli, ma vuoi per la grande affluenza, vuoi per un po’ di confusione nel regolamento delle prenotazioni, si è venuto a creare un grandissimo caos che ha scatenato le proteste di mamme e papà.

E così ieri come nel precedente colloquio svoltosi martedì scorso, ci si è trovati davanti ad una vera e propria odissea. I colloqui iniziano alle 17 ma già alle 16 molti genitori sono già piantati davanti al portone d’ingresso, per prendere un posto in prima fila e annotare in quali aule ricevono i professori. «Non possiamo assolutamente rischiare di rimanere fuori», hanno detto molti. Piano piano, alla spicciolata arrivano tutti gli altri, così davanti all’ingresso si forma una vera e propria calca composta da circa un centinaio di persone, tutte schiacciate come sardine. «Questi colloqui stanno diventando un vero incubo – spiega Marinella Baggiani – ormai è diventato impossibile parlare con i professori. Tutti quanti lavoriamo e possiamo venire solo quando ci sono i colloqui pomeridiani, ma spesso non riusciamo comunque a parlare con i docenti, che ricevono massimo 30 persone in un pomeriggio, così facciamo la fila per niente e ce ne torniamo a casa. Non c’è dubbio, questi colloqui dovrebbero essere organizzati diversamente».

Alcune famiglie si sono attrezzate e sono arrivate al completo, madre padre e fratelli, in modo da dividersi tra le varie aule. C’è anche qualche nonno incredulo di fronte alla ressa. Alle 17 il portone si apre e scatta la corsa alla prenotazione. Qualcuno travolto dalla calca, cade dalle scale, altri finiscono a sbattere contro il muro. I meno coraggiosi, arrivati per ultimi e ai quali si prospettano almeno un paio d’ore di attesa gettano la spugna e se ne tornano a casa. «Me ne vado – dice Franco Baronti – è inutile che stia qui ad aspettare ore e ore per poi non poter parlare con nessuno. Sono deluso, per venire qui ho anche preso un pomeriggio di permesso dal lavoro. Così non va, i colloqui sono stati ridotti rispetto agli anni passati, per questo ci si ritrova in queste situazioni. Ma anche se fossi riuscito a parlare con gli insegnanti non so quanto sarebbe stato produttivo visto che ad ogni genitore vengono concessi solo cinque minuti». «Così come sono strutturati – conclude - i ricevimenti pomeridiani non vanno bene devono essere riorganizzati». Il perché ci si ritrovi di fronte queste situazioni è ben presto spiegato. In primis i ricevimenti mattutini ormai non vengono quasi più presi in considerazione perché molti genitori essendo impegnati con il lavoro, preferiscono parlare con il maggior numero di professori in una sola giornata, in modo da non dover assentarsi più volte dal posto di lavoro e così gli incontri pomeridiani sono letteralmente presi d’assalto. In secondo luogo a complicare le cose oltre ad una riduzione dei colloqui, c’è un regolamento molto articolato . I genitori infatti una volta arrivati davanti al portone d’ingresso della scuola devono prendere nota delle classi dove ricevono i professori, poi una volta entrati devono rivolgersi ai segretari di aula che iniziano a compilare la lista in base all’ordine di arrivo. I segretari non sono altro che i rappresentati di classe che se vogliono svolgere questo ruolo devono informare la scuola tramite un sms a partire dai tre giorni precedenti la data del colloquio. Per loro c’è il vantaggio di poter avere una prelazione e di prenotare in anticipo i colloqui con un numero massimo di tre docenti. Tutto molto articolato insomma, il mix tra l’affollamento e rigidità del regolamento ha scatenato il caos.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze