Bombe su Empoli, invia il racconto
Nel 70º anniversario, parte la raccolta di testimonianze del 26 dicembre 1943
EMPOLI. È partita la raccolta di testimonianze del tragico giorno di festa del 26 dicembre 1943, giorno di Santo Stefano, nel settantesimo anniversario. Fu il primo bombardamento sulla città con 109 vittime. L'appello che rivolgiamo ai lettori è quello di inviarci entro la fine dell'anno, i loro racconti. Potranno farlo via posta elettronica, oppure potranno consegnarle direttamente in redazione. Saranno pubblicate e alla fine verranno raccolte per una pubblicazione che rimanga come segno della Memoria per le future generazioni di empolesi.
Sarà il nostro piccolo tributo a tutti quelli che trascorsero i lunghi anni della guerra nelle più atroci sofferenze. Era una fredda mattinata di fine dicembre, una domenica, con la gelida tramontana che sferzava duramente le labbra ed i volti di quelli che si erano avventurati in centro per piccole compere in vista del pranzo di Santo Stefano. Pranzo di guerra, ma pur sempre di festa, quello che si stava avvicinando per tanti empolesi. Fu così che la mattina del 26 dicembre del 1943 dalla base di Decimomannu in Sardegna decollarono 36 aerei B26 Marauder del 319esimo gruppo bombardieri delle United States Army Air Forces diretti sulla tranquilla e sonnacchiosa cittadina empolese. Dopo un paio d'ore di volo, giunsero sull'obiettivo e a partire dalle 13 e 10 sganciarono circa 210 bombe da oltre 226 chili ciascuna. Colpirono duramente la stazione ferroviaria, il parco di smistamento, il quartiere delle Cascine, il Puntone, Ponzano, Pontorme e Pratignone. Una carneficina soprattutto a Cascine.
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