Sicurezza
Pronti a bloccare le automediche
Sindacati sul piede di guerra per la decisione della Regione di chiudere la centrale del 118 di Empoli
EMPOLI. La decisione era nell’aria, tanto che i sindacati appena due settimane fa avevano convocato una conferenza stampa per esprimere tutta la preoccupazione di medici e infermieri del dipartimento emergenza-urgenza. E ora che la chiusura della sala operativa del 118 di Empoli è ufficiale, i lavoratori annunciano battaglia: «Siamo pronti a non guidare le automediche per protesta».
La giunta regionale ha approvato il piano di riorganizzazione che prevede l’immediato passaggio delle centrali dalle attuali 12 a 6 entro il 31 ottobre 2014, per poi diventare tre entro la fine del 2016. Per il momento restano operative le sale di Pistoia, Livorno, Siena, Arezzo, Firenze e Viareggio. Nella lista non c’è Empoli. Eppure nel nuovo San Giuseppe c’è una sede all’avanguardia sul piano logistico e tecnologico. Il trasloco dal vecchio blocco H si è concluso appena un anno fa e la nuova sede (che ospita anche il call center aziendale) è costata diverse centinaia di migliaia di euro «Con accorgimenti per poche migliaia di euro - avevano assicurato i sindacati - la struttura sarebbe in grado di ospitare una delle due centrali di area vasta». Ma il messaggio è caduto nel vuoto. «La decisione – scrive la Regione – è stata presa dopo gli approfondimenti effettuati dall’apposita commissione tecnica istituita dall’assessorato». La cui composizione proprio non va giù ai sindacati: «Non ci sono rappresentanti di medici e infermieri – tuona Giampaolo Giannoni del Nursind –. Come si fa a prendere decisioni di questo tipo senza coinvolgere i diretti interessati?». Poi Giannoni punta il dito contro i criteri utilizzati dalla commissione per mettere a punto la riorganizzazione: «I parametri qualitativi della nostra centrale sono elevati e garantiscono la sicurezza dei cittadini. Mi piacerebbe vedere le certificazioni relative alle sale scelte». E poi ci sono un’altra serie di questioni aperte: «Gli infermieri hanno trattamenti diversi a seconda dell’Azienda di appartenenza. A cominciare, tanto per esempio dall’indennità per chi guida l’automedica: noi non ce l’abbiamo, altri sì. Secondo la Regione un infermiere di Empoli dovrebbe lavorare al fianco di un collega di un’altra Asl che ha un trattamento diverso e questo non è accettabile». Il Nursind boccia quindi il metodo utilizzato dall’assessore regionale Luigi Marroni: «Avrebbe dovuto coinvolgerci in questo processo: prima si gettano le basi, in maniera condivisa, e poi si definisce la riorganizzazione». Entro 4 mesi la Regione predisporrà il piano attuativo per quanto riguarda gli aspetti strutturali, funzionali, organizzativi e tecnologici. Ma nel frattempo i sindacati sono pronti a far sentire la propria voce: «L’8 gennaio – spiega Giannoni – ci sarà un’assemblea di tutti gli infermieri dell’Area vasta: siamo pronti alla mobilitazione e non escluso che si arrivi al rifiuto di guidare le automediche».
Francesco Turchi
ALTRO SERVIZIO A PAG. 2
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
