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Empoli sotto le bombe per Santo Stefano, parte la raccolta di racconti

Empoli sotto le bombe per Santo Stefano, parte la raccolta di racconti

Nel settantesimo anniversario Il Tirreno lancia un’iniziativa sui ricordi di guerra per non perdere preziose testimonianze di quel giorno in cui morirono 109 empolesi

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EMPOLI. Nel settantesimo anniversario è partita la raccolta di testimonianze del tragico 26 dicembre 1943, un giorno che doveva essere di festa ma in cui morirono 109 empolesi. Fu il primo bombardamento sulla città e colpì soprattutto la zona della stazione e quella delle Cascine. L'appello che rivolgiamo ai lettori è quello di inviarci entro il 23 dicembre 2013 i loro racconti. Potranno farlo via posta elettronica all’indirizzo empoli@iltirreno.it, oppure potranno consegnarli direttamente in redazione in piazza Farinata degli Uberti 30 (telefono 0571711775; 800011266).

Gli scritti non dovranno superare le duemila battute. Le testimonianze saranno messe sul giornale e alla fine verranno raccolte in una pubblicazione che rimanga come segno della Memoria per le future generazioni. Sarà il nostro piccolo tributo a tutti quelli che trascorsero i lunghi anni della guerra nelle più atroci sofferenze. Come appunto avvenne in quella fredda mattinata del giorno dopo Natale, una domenica, quando dalla base di Decimomannu in Sardegna decollarono 36 aerei B26 Marauder del 319esimo gruppo bombardieri delle United States Army Air Forces diretti sulla cittadina empolese. Dopo un paio d'ore di volo, giunsero sull'obiettivo e a partire dalle 13 e 10 sganciarono circa 210 bombe da oltre 226 chili ciascuna. Colpirono duramente la stazione ferroviaria, il parco di smistamento, il quartiere delle Cascine, il Puntone, Ponzano, Pontorme e Pratignone. Fu una carneficina con 109 vittime.

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