Gioco
Blitz dei vigili di Empoli, bloccati i saldi anticipati
Gli agenti costringono i negozianti a rimuovere dalle vetrine la pubblicità delle offerte promozionali
EMPOLI. Controlli a tappeto da parte degli agenti del comando territoriale della polizia dell’Unione nel centro storico di Empoli per individuare quei negozi che praticano sconti sulla merce nonostante il divieto in vigore nel periodo pre-saldi. Mancano circa 20 giorni all’inizio dei veri e propri saldi invernali che scatteranno come da calendario il 4 gennaio e in questo periodo per i negozi del centro è vietato effettuare sconti e promozioni.
Già perché le vendite promozionali non sono permesse nei trenta giorni precedenti ai saldi, anche se in quest’ ultimo periodo sulle vetrine di alcuni negozi erano pubblicizzate offerte promozionali dei più svariati tipi, dai classici tre per due fino ad arrivare alle riduzioni del 20 -30%. Così in queste ore nel giro di Empoli sono scattati i controlli da parte dei vigili che hanno battuto a tappeto tutte le vie del centro, da quelle del quadrilatero principale fino a quelle più esterne, monitorando ogni singola vetrina per individuare chi praticava lo sconto selvaggio, fuori dal tempo massimo prestabilito. Circa cinque o sei i negozi del giro in particolare del settore abbigliamento, che sono stati costretti a togliere cartelli che mostravano sconti, adesivi sulle vetrine inneggianti a promozioni, e a modificare i cartellini dei prezzi esposti, che mostravano sensibili riduzioni sui costi della merce rispetto al prezzo originale. Negozi appartenenti soprattutto alle grandi catene che ormai hanno una politica di promozione praticamente full time, ovvero con offerte che si susseguono durante l’arco dell’intero anno, senza sosta, tranne che appunto per il periodo dei saldi estivi ed invernali.
Per ora non sono arrivate multe per i commercianti, solo l’invito da parte dei vigili di eliminare al più presto dalle vetrine cartelli e scritte che evidenziano gli sconti perché i questo periodo è assolutamente vietato. La sensazione è che nei prossimi giorni ci possa essere un altro giro di controllo e in quel caso chi non si fosse messo in regola eliminando i messaggi promozionali potrebbe incorrere nella temuta multa, anche se qualcuno potrebbe ignorare il divieto, perché i benefici derivanti dagli incassi potrebbero essere maggiori dei costi derivanti dalla sanzione amministrativa.
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