Il Tirreno

Empoli

Rischio caos con la mini-Imu disagi per il calcolo dell’imposta

di Marco Pagli
Rischio caos con la mini-Imu disagi per il calcolo dell’imposta

Le aliquote sono diverse in ogni Comune e non ci sono strumenti di calcolo sui siti web degli enti In più non tutti dovranno versarla perché le amministrazioni stanno variando anche la soglia di esenzione

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EMPOLI. Giunti a questo punto il rischio maggiore è quello di far confusione e di ritrovarsi con una sanzione da pagare per aver saldato in ritardo o con importi sbagliati. La partita dell’Imu relativa a quest’anno dovrebbe chiudersi di qui ad un mese. Lunedì prossimo, infatti, scadrà il termine per i versamenti su tutto ciò che non è prima casa, mentre entro il 16 gennaio – così sarà, salvo modifiche dell’ultima ora – toccherà alla cosiddetta mini-Imu sull’abitazione principale, cioè un’imposta ridotta sulla maggiorazione dell’aliquota base. Già due scadenze così ravvicinate per una medesima imposta, non garantiscono il massimo della trasparenza. Se poi si aggiunge il fatto che in ogni comune ci sarà un’aliquota differente e che toccherà ai contribuenti fare i conti e pagare con il modello F24, la possibilità di lasciare qualcosa per strada aumenta. Anche perché non tutti dovranno recarsi allo sportello per pagare: nel caso in cui, infatti, l’importo della mini-Imu sia inferiore ai 12 euro, l’imposta non è dovuta. Senza contare, poi, la questione legata all’abitazione data in comodato d’uso ad un familiare. Anche qui non c’è una regola unica per tutti i comuni.

A Montespertoli, ad esempio, è stato recepito il decreto che assimilava questa fattispecie alla prima casa (ma solo nei casi in cui il reddito Isee del familiare non superi i 16mila euro) e quindi ci sarà da pagare a gennaio l’imposta ridotta e non questo lunedì. Mentre a Empoli non farà parte delle abitazioni principali e quindi si deve versare l’intera Imu entro il 16 dicembre. Insomma, la partita è grossa e delicata. Ma non solo per i cittadini, visto che i tempi stretti e la pessima gestione della vicenda mette in difficoltà anche gli uffici comunali. A sperare in un dietrofront in extremis del governo sono in molti, anche se a prevalere sembra essere la disillusione e in molti comuni si sta già correndo ai ripari per riuscire a gestire il caos nel migliore dei modi. «Ancora aspettiamo la conversione in legge – attacca Claudio Toni, primo cittadino di Fucecchio dove il gettito della mini-Imu si aggira intorno ai 150 mila euro – spero che in uno slancio di dignità si ritorni sulla decisione e lo Stato si assuma l’onere del costo complessivo dell’imposta, sia nei confronti degli enti locali sia nei confronti dei cittadini».

A chiarire il concetto è il suo collega di Certaldo Andrea Campinoti. «La questione ha dell’incredibile – tuona – spero che il Parlamento risolva una situazione paradossale e indecente. Stiamo parlando di poche decine di migliaia di euro a fronte di un aggravio in termini di lavoro per gli uffici e in termini di adempimenti per i cittadini. Come amministrazioni, poi, abbiamo margini di azione veramente ridotti perché siamo ancora a discutere di risorse che mancano per l’anno in corso a bilanci praticamente già chiusi».

Ma al di là delle speranze, quello che rimane è la realtà di una tassa “rappezzata”, che mette in difficoltà tutti. «Si tratta di una perdita di tempo colossale – conferma Giovanni Occhipinti, sindaco di Castelfiorentino – vista l’entità del gettito. Dovremo lavorare per ridurre al massimo la confusione e allo stesso tempo non mettere in pericolo i bilanci». Ne sa qualcosa anche Andrea Faraoni, assessore al bilancio del comune di Empoli, dove la mini-Imu vale qualcosa meno di 200mila euro. «Tra dieci giorni dovremo approvare il bilancio di previsione del 2014 – spiega – e ancora mancano fondi per quello in chiusura. Se la tassa verrà confermata, ci sarà poco da fare. L’unica cosa è venire incontro ai contribuenti garantendo la massima trasparenza possibile: pensiamo ad esempio di ricalibrare lo strumento di calcolo sul sito web dell’amministrazione per mettere in condizione ciascuno di verificare l’importo dovuto a gennaio». Chi sembra avere i margini maggiori è Montespertoli, che ha la maggiorazione più bassa sull’aliquota base. «Abbiamo preparato un emendamento – dice il sindaco, Giulio Mangani – che alza la soglia di esenzione da 12 a 18 euro. Così garantiremo ad oltre il 90% dei contribuenti di non dover pagare l’imposta ridotta sulla prima casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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