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Addio Siro Terreni, custode della memoria
Era sopravvissuto alla prigionia in Germania, si è spento a 89 anni dopo una vita spesa a raccontare
VINCI. Quella straordinaria voglia di vivere che accompagnava da sempre e che gli aveva permesso di tornare a casa dopo l'internamento militare da prigioniero in Germania durante la seconda guerra mondiale sembrava, negli ultimi tempi, più sfumata, brumosa; pian piano, silenziosamente pareva scivolar via nell'ombra. Se n'è andato così, a 89 anni, Siro Terreni, nonno Siro per tutte le generazioni di empolesi che lo hanno conosciuto e stimato, e che fino a poco tempo fa, lo vedevano passeggiare con la sua amata bicicletta curiosando spensierato per le strade cittadine. Quando rammentava le sue vicende di prigioniero, lo faceva sempre con la serenità di chi, riuscito a rivedere i suoi cari, non aveva dimenticato coloro che in quei luoghi tristi e lontani erano rimasti per sempre.
Ma non erano morti invano, non dovevano essere morti invano. Era un giusto Siro, e non coltivava la vendetta, ma coltivava una cosa grande e inestimabile, la Memoria; e si era dato per tutta la vita il compito di trasmetterla, sempre nel segno della pace e della riconciliazione. «Io ne parlo – diceva spesso – perché ne sento il desiderio e ho l'impressione di portare a termine un compito a cui non posso sottrarmi; perché non dovremmo raccontare ai ragazzi le cose tristi se sono accadute? Come pretendiamo che non accadano più se non portiamo la testimonianza? Io spero che la memoria storica contribuisca a costruire una società più giusta». E così nonno Siro per oltre vent'anni ha raccontato ai ragazzi. Senza stancarsi. Mai.
Tanti i messaggi di cordoglio. «La scomparsa di Siro è una perdita enorme – è il ricordo, commosso, dell'onorevole Dario Parrini – con la sua dolcezza e la sua intelligenza ha saputo conquistare la mente e il cuore di generazioni di studenti ai quali era in grado di trasmettere valori positivi con la forza più grande di tutte, quella della semplicità e dell'esempio. Nelle tantissime occasioni in cui ci siamo incontrati non gli ho mai sentito fare un'osservazione banale o irrispettosa. E anche per questo, oltre che per il suo impegno per la pace, non potrò mai dimenticarlo».
La salma resterà esposta nell'abitazione di famiglia, a Spicchio, per tutto il giorno di venerdì 13 dicembre. Poi, sabato, partirà alla volta dell'ultimo viaggio.
Ciao nonno Siro, e grazie di tutto.
Paolo Santini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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