Il Tirreno

Empoli

Si è spento Siro Terreni, custode della memoria

di Paolo Santini
Si è spento Siro Terreni, custode della memoria

Era sopravvissuto alla prigionia nella Germania nazista, si è spento a 89 anni dopo aver speso una vita a raccontare la sua esperienza a generazioni e generazioni di giovani studenti

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VINCI. Quella straordinaria voglia di vivere che lo aveva accompagnato da sempre e che gli aveva permesso di tornare a casa dopo l'internamento militare da prigioniero nella Germania nazista durante la seconda guerra mondiale sembrava, negli ultimi tempi, più sfumata, brumosa; pian piano, silenziosamente pareva scivolar via nell'ombra. Se n'è andato così, a 89 anni, Siro Terreni, nonno Siro per tutti noi e per le generazioni di empolesi che lo hanno conosciuto e stimato, e che fino a poco tempo fa lo vedevano passeggiare con la sua amata bicicletta curiosando spensierato per le strade cittadine. Quando rammentava le sue vicende di prigioniero, lo faceva sempre con la serenità di chi, riuscito a rivedere i suoi cari, non aveva dimenticato coloro che in quei luoghi tristi e lontani erano rimasti per sempre e in quel freddo gelido avevano lasciato tutte le loro speranze, i loro sogni e la loro gioventù.

Ma non erano morti invano, non dovevano essere morti invano. Era un giusto Siro, e non coltivava la vendetta, ma coltivava una cosa grande e inestimabile, la Memoria, proprio quella con la M maiuscola; e si era dato per tutta la vita il compito di trasmetterla, sempre nel segno della pace e della riconciliazione. "Io ne parlo – diceva spesso – perché ne sento il desiderio e parlandone ho l'impressione di portare a termine un compito a cui non posso sottrarmi; perché non dovremmo raccontare ai ragazzi le cose tristi se queste sono accadute? Come pretendiamo che non accadano più se non portiamo la testimonianza? Forse perché è impossibile riuscire a chiarire in assoluto la motivazione profonda. Forse perché fondamentalmente io spero che la memoria storica contribuisca a costruire una società più giusta". E così nonno Siro per oltre vent'anni ha raccontato ai ragazzi. Senza stancarsi. Mai. A generazioni e generazioni di studenti ha portato la sua esperienza.

Tanti i messaggi di cordoglio. "La scomparsa di Siro è una perdita enorme – è il ricordo commosso dell'onorevole Dario Parrini – con la sua dolcezza e la sua intelligenza ha saputo conquistare la mente e il cuore di generazioni di studenti ai quali era in grado di trasmettere valori positivi con la forza più grande di tutte, quella della semplicità e dell'esempio. Nelle tantissime occasioni in cui ci siamo incontrati non gli ho mai sentito fare un'osservazione banale o irrispettosa. E anche per questo, oltre che per il suo impegno per la pace, non potrò mai dimenticarlo".

La salma resterà esposta nell'abitazione di famiglia, a Spicchio, per tutto il giorno di venerdì 13 dicembre. Poi, sabato, partirà alla volta dell'ultimo viaggio.

Ciao nonno Siro, e grazie. Grazie di tutto.

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