Sicurezza
Scuolabus al capolinea, arriva il fallimento per la Falaschi
Comunque garantite le corse a Vinci, Cerreto, Montelupo, Capraia e Limite. Per il tribunale il piano industriale dell’azienda di Pontedera non è solido
EMPOLI. «Il tribunale di Roma, ritenuto al momento non idoneo il piano industriale presentato dalla Luca Falaschi Srl ha espresso parere sfavorevole all’accoglimento dello stesso, con conseguente dichiarazione del fallimento della società». La nota dell’azienda è laconica, ma non lascia spazio alle interpretazioni. Le difficoltà della Falaschi di Pontedera, con sede legale a Roma, a cui fa capo il trasporto scolastico anche e che gestisce il servizio scuolabus anche nei Comuni di Vinci, Cerreto Guidi, Montelupo e Capraia e Limite e in altre zone della Toscana sono pesanti.
La richiesta di ammissione al concordato in continuità dell’attività per i giudici non poggia su un piano industriale solido. «La società, che è consapevole del disagio e della criticità che tale determinazione può avere come impatto sociale, ha chiesto al tribunale di Roma di voler autorizzare l’esercizio provvisorio dell’attività, al fine di poter proseguire e completare regolarmente i servizi che le sono stati affidati – si legge nella nota diffusa dal quartier generale pontederese della Falaschi –. Allo scopo di conseguire tale positivo risultato e di conservare i posti di lavoro ai suoi dipendenti, la società ha affidato appositi incarichi professionali al professor Giulio Andreani e allo Studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners».
Lo scenario è denso di nubi e tutto da decifrare. Per adesso, in attesa del pronunciamento del tribunale l’azienda continua ad operare regolarmente. Gli autisti che lavorano nella base operativa di Maccanti-Palagina (Cerreto Guidi) si sono già visti ridurre la busta paga di trecento euro (guadagnano attualmente 437 euro al mese), senza più indennità per la mensa e le cosiddette ore di attesa, lavorando però lo stesso tempo di prima.
La dimensione è nei numeri. Ritardi nei pagamenti da parte degli enti locali e soprattutto il fronte capitolino. L’origine di tutti i problemi sta a Roma, da cui non stanno arrivando circa 3 milioni di euro. Una cifra importante a fronte di un fatturato complessivo dell’azienda che ammonta a circa 12 milioni di euro. Nella capitale ha sede Atac, l’azienda di trasporto pubblico che aveva dato in appalto il servizio di scuolabus e di trasporto dei disabili su chiamata proprio all’azienda pontederese. Una partita chiusa ma che da sola valeva oltre 7 milioni di euro. «In questa fase chi ha perso sono i lavoratori e un’azienda che sul territorio comunque dava occupazione – afferma Antonio Mazza della segreteria provinciale Filt Cgil –. Tutti gli sforzi per portare questa barca in porto non si sono concretizzati».
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