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Progetto S. Paolo il Comune frena

CERTALDO. Il Comune di Certaldo ha inviato alla Regione il proprio parere di competenza sulla istanza presentata il 23 ottobre 2013 dalla società Lifenergy srl per la verifica di assoggettabilità a...

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CERTALDO. Il Comune di Certaldo ha inviato alla Regione il proprio parere di competenza sulla istanza presentata il 23 ottobre 2013 dalla società Lifenergy srl per la verifica di assoggettabilità a V.I.A. del "Progetto per la realizzazione di 2 perforazioni esplorative per ricerca di gas CO2" nell'ambito del "Progetto San Paolo".

Il Comune col dirigente dei servizi per il territorio Pier Giuseppe Spannocchi, ha espresso «parere non favorevole all'istanza di verifica di assoggettabilità» ritenendo quindi che sia "indispensabile assoggettare a procedura di V.I.A (Valutazione Impatto Ambientale) il progetto concernente tale seconda fase della ricerca mineraria».

Le motivazioni che hanno indotto il Comune di Certaldo ad esprimere tale parere sono riconducibili, in estrema sintesi, alle seguenti considerazioni: «Considerazioni di carattere urbanistico: l'esclusiva vocazione agricola riconosciuta nelle scelte di tipo urbanistico già adottate con i propri atti pianificatori e la fragilità del contesto nel quale si intendono attuare le attività in oggetto; il divieto di costruire e di trasformare il suolo derivante dal fatto che l'area si trova all'interno di Ambiti di reperimento per l'istituzione parchi; la esclusiva vocazione rurale e il divieto di costruzione di nuovi complessi di tipo produttivo derivante dalle disposizioni del Piano Strutturale e del Regolamento urbanistico comunali». Inoltre decisive sono state alcune «considerazioni di carattere geologico/geomeccanico ed ambientale: l'impossibilità, sulla base della documentazione presentata, di escludere ipotesi di impatti negativi, in assenza di una adeguata caratterizzazione della struttura del giacimento; la scarsità di dati geochimici e geofisici volti a garantire la purezza del gas rinvenibile in profondità e l'assenza di altre fasi fluide e gassose anche inquinanti; la mancata definizione di possibili scenari di rischio sismico legati alle prove di carico in presenza della faglia, normale alla perforazione dei pozzi, situata lungo il fondovalle dell'Elsa». Nel parere, inoltre, si è evidenziato la mancanza di adeguate informazioni relative a modalità di accesso all'area di cantiere; attività di produzione, stoccaggio e smaltimento di rifiuti derivanti dalla attività di perforazione e delle acque meteoriche e di dilavamento; verifica delle problematiche di inquinamento acustico».

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