Il Tirreno

Empoli

Mette in fuga il rapinatore con la pistola

di Francesco Turchi
Mette in fuga il rapinatore con la pistola

Il tabaccaio: «L’ho smascherato perché volevo vederlo negli occhi». Carabiniere fuori servizio dà subito l’allarme: 2 arresti

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EMPOLI. È entrato nella tabaccheria, ha sfoderato una pistola e l’ha puntata contro il titolare. Che ha reagito, ha afferrato l’arma e l’ha spinta verso l’alto, sfilando involontariamente l’otturatore. Poi il tabaccaio ha sfilato gli occhiali da sole del rapinatore, che a quel punto – praticamente disarmato e a volto scoperto – si è dato alla fuga. Ad attenderlo dietro l’angolo, su un’auto col motore acceso c’era il complice. Proprio in quel momento stava passando un carabiniere del Nucleo investigativo di Prato che, insospettito da tanta fretta, ha chiamato i colleghi empolesi, dando il via alla “caccia” che si è conclusa nel giro di un’ora e mezza con l’arresto dei due malviventi: un 38enne di San Miniato e un trentenne di origine siciliana ma residente a Corazzano (le forze dell’ordine non hanno voluto fornire le generalità perché le indagini sono in corso).

L’assalto è scattato ieri mattina intorno alle 9.30 alla tabaccheria Fumo e Profumo di via Carraia a Empoli. «Stavo scrivendo alcune cose – racconta il titolare Ademaro Barbieri, 60 anni – ero a testa bassa dietro al banco. È entrato un giovane. Indossava un cappellino e gli occhiali da sole. Mi ha dato il buongiorno e ha messo una mano dentro al giubbotto. Pensavo stesse cercando il portamonete». E invece le intenzioni del giovane erano ben altre: «Mi ha puntato la pistola, chiedendomi i soldi. E io cosa avrei dovuto fare? Mi sono difeso, ho agito d’impulso. Con la mano sinistra ho afferrato la pistola che impugnava con la destra, spingendola verso l’alto, almeno anche se avesse sparato non mi avrebbe colpito. E un pezzo mi è rimasto in mano. C’è stata una colluttazione. Sono riuscito a schivare un colpo». E a quel punto Ademaro ha fatto la mossa decisiva: «Volevo vederlo negli occhi. Ho afferrato i suoi occhiali e l’ho sfilati. In un attimo è fuggito via». In quel momento da via Carraia stava passando il maresciallo fuori servizio, che – mentre stava portando i figli a scuola – ha notato il giovane uscire di tutta fretta dalla tabaccheria e salire su una Volkswagen Golf parcheggiata poco distante, dove c’era un’altra persona ad attenderlo. Il militare ha segnalato l’episodio – e il numero di targa dell’auto – ai suoi colleghi di Empoli. Che hanno telefonato al tabaccaio, il quale – sorpreso per la celerità – ha confermato di aver subito una tentata rapina. La macchina investigativa guidata dal capitano Giuseppe Pontillo si è messa in moto velocemente.

La Golf segnalata è risultata intestata a un cittadino di Capraia e Limite, ma non è più nella sua disponibilità in quanto è in corso un passaggio di proprietà. Quindi i militari hanno bussato alla porta dell’aspirante acquirente, a Corazzano. Il trentenne, con precedenti per rapina, inizialmente ha negato tutto, ma dalla successiva perquisizione sono stati rinvenuti nell’auto il cappellino, un passamontagna e un cacciavite del quale non ha saputo spiegare la provenienza. Nel frattempo un’altra pattuglia ha raggiunto a casa un sanminiatese di 38 anni, incensurato, che di fronte ai militari ha finito per contraddirsi per poi confessare: è stato lui a tentare la rapina, mentre il 30enne era il complice.

La pistola è stata ritrovata dai carabinieri in una siepe accanto alla casa del popolo “Sala 78” a Ponte a Elsa, dove i malviventi l’avevano nascosta durante la fuga. L’arma – priva dell’otturatore – è in realtà una perfetta riproduzione della Beretta 98 in dotazione anche ai carabinieri, ma era stato tolto il tappo rosso e quindi a occhio nudo era difficilmente identificabile come un giocattolo. I due si trovano ora agli arresti domiciliari per tentata rapina in concorso.

Intanto la tabaccheria di Barbieri nella giornata di ieri è rimasta regolarmente aperta: «Paura? Sul momento no. Poi quando il bandito se n’è andato e ho realizzato cos’era accaduto mi sono impressionato ed è per questo che non avevo ancora telefonato al 112. Avevo bisogno di bere, di stare qualche minuto seduto. Immaginavo che ci fosse un complice: sono contento che li abbiano presi subito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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