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«I sindaci devono sospendere la Tares»

«I sindaci devono sospendere la Tares»

Nigi e Cantini (Confesercenti): «Costi insostenibili per le attività, subito la convocazione di un tavolo»

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VINCI. Come noto, il Comune di Vinci, distinguendosi rispetto alle restanti realtà amministrative del circondario dell’Empolese Valdelsa, ha inviato a imprese e famiglie del proprio territorio le cartelle per il pagamento saldo Tares 2013.

Una scelta bocciata dal presidente di Confesercenti Enzo Nigi e dal coordinatore Lapo Cantini: «Non è stata una bella sorpresa, anzi. È infatti stato sufficiente prendere visione di alcune cartelle per comprendere come, almeno su determinate categorie merceologiche (pubblici esercizi, pasticceria, somministrazione alimenti, macelleria, prodotti alimentari, pescheria, banchi alimentari mercati) si verifichino aumenti intollerabili che raggiungono, soprattutto nel caso di superfici commerciali particolarmente estese, picchi di oltre il 100% rispetto al 2012».

Con tutta evidenza, aver messo insieme, "mixato" il dispositivo normativo nazionale della Tares con le esigenze specifiche del "porta a porta", «ha prodotto – attaccano i due esponenti dell’associazione di categorie – per queste categorie, una "tariffa monstre" che, se applicata interamente porterebbe, in una congiuntura economica come quella attuale, alla chiusura o comunque al ridimensionamento di molte di queste attività».

Alla luce di questa situazione Cantini e Nigi chiedono «al Comune di Vinci di posticipare l'incasso saldo Tares a gennaio 2014, omologandosi pertanto ai Comuni dell'area». E in generale «a tutti i sindaci, anche attraverso i loro delegati su questa tematica specifica presso l'Unione dell’Empolese Valdelsa, Giulio Mangani e Carlo Tempesti, di sospendere le operazioni di tariffazione in corso, convocare immediatamente le associazioni di categoria per valutare gli importi in oggetto e prendere tutti i provvedimenti necessari ad una riduzione dell'esborso».

«Confidiamo – scrivono il presidente e il coordinatore di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa – in un immediato accoglimento di entrambe le richieste, dato che, senza voler persistere nella retorica o nel catastrofismo "di genere", la situazione è veramente difficile per il tessuto economico e commerciale del territorio, e certo non possiamo chiedere alle nostre imprese di sostenere quest'ulteriore aggravio dei costi di gestione».

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