Proteste
A Fucecchio un presepe animato con 200 personaggi
L'opera è stata realizzata da un artigiano, si estende per 70 metri quadri e comprende fiumi, vallate e antiche abitazioni
FUCECCHIO. Oltre duecento personaggi sparsi in 70 metri quadri di fiumi, vallate e antiche case. Un paesaggio mediorientale in miniatura, animato da centinaia di movimenti: dal pastore che richiama il gregge al soldato romano che apre le mura della città. Una visione d'insieme (se ci si riesce), con una musica in sottofondo per creare l'atmosfera natalizia, che lascia a bocca aperta. E' davvero uno spettacolo, il maxi-presepe creato dall'artigiano Mauro Mercuri per mostrare cosa accadde la notte in cui nacque Gesù. Una opera d'arte che ogni Natale attrae decine di visitatori, dai bambini agli adulti, dai credenti ai non credenti. Mauro lo realizza da vent'anni e lo espone in giro per il comprensorio del Cuoio: è stato persino in una casa del popolo, a San Miniato Basso, con la benedizione del vescovo Fausto Tardelli.
Quest'anno sarà allestito in una sala in via di Fucecchiello, a due passi dalla Coop: oggi alle 12,30 (7 dicembre) è prevista l'inaugurazione. Da domani (8 dicembre) fino al 6 gennaio è visitabile con orario 15-19,30 (giorni feriali), e 9-12,30 e 15-19,30 (prefestivi e festivi).
Mauro, fucecchiese d'origine ma residente da anni a Santa Croce, ex dipendente del calzaturiero, viene supportato dalla moglie Rina e dai figli Claudio, Lara e Monica in un lavoro complicatissimo. «Creare questo presepe - dice - significa lavorare sei mesi a un congegno sviluppato da me in ogni sua parte. Ogni personaggio, creato a mano così come gli oggetti, le piante e gli alberi, prende vita grazie a un preciso sistema di collegamenti elettrici. In pratica, ogni movimento è autonomo e originale. Costruito con materiali quotidiani, come ad esempio le fotocopiatrici».
E sì che non stiamo parlando di un ingegnere, ma di un uomo oggi in pensione che nella sua vita ha fabbricato scarpe. «Diciamo che sono un autodidatta - sorride Mauro - è chiaro che bisogna avere un po' di passione per questi marchingegni, perché ci vuole molta pazienza. Ogni anno mi ci dedico con gioia, anche se non a tempo pienissimo perché in fondo ci sono tante cose da fare, tra figli, nipoti…».
L'amore per il presepe Mauro se lo porta dietro da sempre, «ma a farlo così, come una vera e propria opera in movimento, ho iniziato venti anni fa in casa. Poi, col passare degli anni, hanno cominciato ad ospitarci un po' dappertutto». Casa del popolo compresa. «Venne anche il vescovo, fu un'iniziativa davvero singolare: quasi Don Camillo e Peppone aggiornati ai tempi nostri. E' stato bello».
E ogni anno quell'emozione si ripete. «Tutte le volte che lo porto a compimento - conclude Mauro Mercuri - questo presepe mi regala sentimenti unici».
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