Toscana
«Più controlli con l’Asl » Aziende cinesi nel mirino
La richiesta parte dalla commissione per lo sviluppo economico dell’Unione E Nascosti invita il presidente della Regione Rossi a venire nell’Empolese
EMPOLI. Più controlli nei capannoni gestiti dai cinesi e contatti con le comunità di riferimento contro la piaga dell’abusivismo e delle condizioni di sicurezza continuamente violate. Che mettono a rischio la vita di centinaia e centinaia di operai. Spesso anche clandestini e sottoposti a sfruttamenti pesanti.
Anche nell’Empolese Valdelsa arrivano gli effetti del clamore suscitato dopo la strage di Prato. Dopo il maxi controllo congiunto fatto in alcuni capannoni tra Brusciana e Ponte a Elsa, ecco quanto hanno intenzione di fare a livello di Unione dei Comuni. Gabriele Genuino, presidente della commissione che nell’Unione è dedicata allo sviluppo economico, ha un suo programma: «Il fatto ci porta a fare una profonda riflessione - spiega il consigliere di centrodestra - alle forze dell’ordine va il nostro plauso ma bisogna fare di più. Ecco perché facciamo richieste alle istituzione di intensificare il lavoro. Ci vuole un maggiore impegno. E un rapporto più vicino con le associazioni di cinesi. Tutto questo per evitare un’ altra Prato». La situazione è più piccola ma con gli stessi problemi: di persone che vengono fatte lavorare per un euro e mezzo all’ora . E che lavorano per sedici ore al giorno. Con uno stipendio di 500 euro al mese.
Genuino prende il caso di Fucecchio: «Rispetto alla popolazione la cittadina è la seconda in Toscana, dopo Prato, per presenta di cinesi: su 20mila abitanti ci sono 1.600 immigrati dalla Cina che sono regolari. L’amministrazione comunale ha fatto delle aperture alla comunità e per esempio ha concesso una piazza per il Capodanno cinese. Ma non basta bisogna andare oltre».
Così Genuino riporta anche il caso di Stabbia dove le realtà imprenditoriali orientali hanno superato quelle italiani.
A questo Nicola Nascosti, consigliere regionale che ora ha aderito a Forza Italia, aggiunge anche che «in questo momento bisogna fare un ragionamento diverso, mirato non all’accoglienza per l’accoglienza. Bisogna che le aziende siano portate a rispettare quello che rispettano le nostre aziende. E devono fare più controlli anche organi come l’Asl 11. Questo rispetto alla prevenzione degli infortuni, delle condizioni igieniche. Ci vuole un lavoro maggiore rispetto agli aspetti sanitari». «Ricordo - va avanti il consigliere regionale - che esiste anche una sede per il circondario dell’Arpat». E va avanti: «Il presidente Rossi - dice ancora Rossi - deve venire a vedere il circondario come ha fatto per Prato». E conclude dicendo che farà un’interrogazione in consiglio regionale.
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