Sicurezza
E nella piazza appare lo striscione che tifa Civati
Alla manifestazione che chiude la campagna elettorale del sindaco di Firenze presenziano i parlamentari Pd dell’Empolese. E molti arrivano da fuori
EMPOLI. Quando arriva suonano le campane della chiesa. In Duomo, proprio davanti al palco dove Matteo Renzi ha deciso di chiudere la sua campagna elettorale per le primarie che lo dovrebbero incoronare segretario nazionale del Pd, c’è un matrimonio. Lui, dal palco, manda un augurio alla nuova coppia.
Parla a una folla che lo ha atteso, infreddolita da quasi un’ora. Da una finestra, proprio sopra il palco dove il sindaco di Firenze tiene il discorso, appare uno striscione. È del Pd. Ma non per Renzi. «Oh bravo Matteo – c’è scritto – tanto vince Civati». Chi lo legge sorride. Lui risponde: «Ora lasciatelo lì fino a lunedì poi vediamo...». A salutarlo arrivano in tanti. I parlamentari della zona ci sono tutti: c’è Dario Parrini, la senatrice Laura Cantini, c’è Luca Lotti e il segretario della Federazione Enrico Sostegni. Qualcuno dice che è attesa anche Irene Tinagli. In parlamento c’è con Scelta civica. C’è chi si augura che possa tornare nel Pd, dal quale se n’è andata un po’ malamente. Da Pisa sono arrivati Federico Gelli (deputato) e Antonio Mazzeo, renziano della prim’ora. E da Siena, il sindaco Valentini. Poi c’è Brenda Barnini. Mercoledì scorso si è presentata alla città come prima candidata alle primarie per il posto di sindaco di Empoli. Nel suo discorso aveva sintetizzato: occorre ritornare al clima del dopoguerra. È la stessa cosa che esorta a fare Renzi (Chi cita chi?). C’è Paolo Regini, presidente di Publiambiente e della Banca cooperativa di Cambiano, artefice, insieme a Laura Cantini, di aver procurato terreno fertile a Renzi nell’Empolese-Valdelsa. E il sindaco di Montelupo Rossana Mori. Ma soprattutto c’è la gente. Lo applaudono, gli urlano il loro sostegno, gli fanno coraggio. E lui, dialoga con loro. Su cose serie, come con Cristina Sani, che gli pone una questione di carattere sociale o più scherzose: con una signora un po’ distante ingaggia una battaglia sul colore delle mutande (riferendosi a quelle verdi del leghista Cota). Quando finisce lo aspettano in tanti. Lo assalgono d’attenzioni: quasi come una star della musica.
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