Sicurezza
«Ci vuole lo spirito che ebbe Farinata»
Matteo Renzi richiama oltre quattromila persone per la chiusura della sua campagna elettorale: non bisogna aver paura di metterci la faccia»
EMPOLI. Il successo della giornata è racchiusa in una battuta che Fabrizio Biuzzi, coordinatore del Comitato Adesso! fa a Matteo Renzi. Il suo comizio è finito da pochi minuti. Mentre il sindaco di Firenze, in corsa per la carica di segretario nazionale del Pd, sta salendo sull’auto che lo riporterà a casa, Biuzzi gli stringe la mano e ride: «Matteo, quando vuoi altri cinquemila sostenitori chiamami, che ti organizzo un altro comizio».
Forse a sentirlo parlare in piazza Farinata, in cinquemila non c’erano. Ma erano comunque tanti. Tremila, dicono gli uomini del commissariato. Probabilmente quattromila, o oltre. Lo hanno atteso, perché lui è arrivato in ritardo. In mattinata era a Reggio Emilia, poi il bagno di folla empolese. Proprio come quando venne in città a convincere i suoi sostenitori che avrebbe potuto correre per il ruolo di premier. Andò male, allora. «Dicono che perdere aiuta – spiega dal palco – Ma non è vero. Come diciamo noi fiorentini, in quell’occasione ho battuto una bella... boccata». Invece, dice: «Il Pd deve tornare a vincere. Ma attenti, i nemici non sono Civati o Cuperlo. Sono Grillo e Berlusconi».
Tra un tema del programma e l’altro dispensa battute, dialoga con la gente che lo ascolta sotto il palco. A un certo punto una vecchia bandiera del Pci viene sventolata per alcuni minuti sotto i suoi occhi. «Ha detto che vota per me - dice Renzi - ma ha paura che D'Alema e gli altri mi facciano fuori». «Sì, voto per lui - conferma Rolando Terreni, 78 anni, ma se non vieni con noi tu sei del gatto, lo fanno fuori».
Rolando, però, non ha voluto regalare la bandiera a Renzi: «Me l'ha lasciata mio padre, un vecchio partigiano».
Snocciola i punti del suo programma, che vorrà applicare quando - dopo il voto di oggi - potrà mettere le mani sul volante del suo partito: «Tagliare le indennità dei parlamentari – spiega e strappa applausi – e destinare quei soldi per metà a chi vive il dramma della disabilità, al settore sociale. E per l’altra metà alla difesa del suolo».
Poi, il secondo punto: il lavoro. «Ma non organizzando i convegni, occorre mettere in campo politiche vere perché la ripresa produca lavoro. E, soprattutto, dobbiamo lavorare per cambiare l’umore degli italiani».
Il palco è sistemato proprio davanti al palazzo Ghibellino. «Qui - dice – si svolse la riunione nella quale Farinata degli Uberti salvò Firenze dopo averla sconfitta. Anche questo, per noi, è un boccone amaro. Che non riesce ad andare giù neppure dopo otto secoli».
Sa come arringare la folla, come creare empatia. Passa da una situazione all’altra. Parla per immagini e ricordi. «Mi viene in mente – racconta, facendo una breve parentesi – un derby giocato in serie A, forse l’ultimo, tra Empoli e Fiorentina. C’era una polemica in corso, sullo stadio di Empoli, il Castellani, non adeguato. Qualcuno, degli ultras della fiorentina, disse: bellino, dove l’avete comprato, all’Ikea?. La risposta degli empolesi arrivò subito: uno striscione con scritto: “Farinata che ca...ta».
Si gira, su quel palazzo c’è una lapide che riporta i versi di Dante sull’episodio di Farinata. Li legge: “Ma fu’ io sol colà dove sofferto fu per ciascun di tòrre via Fiorenza colui che la difesi a viso aperto”. «Ecco, ci vuole lo spirito di Farinata, non si può avere paura di metterci la faccia. Non dobbiamo rassegnarci».
Ha battute anche per Grillo. «Chi glielo dice a Grillo che anche i suoi deputati sono abusivi?», dice e, poi riferendosi ancora al pronunciamento della Corte ha aggiunto sorridendo: «Ma te lo immagini quante preferenze prende la deputata 5 Stelle che crede alle sirene o quello con il microchip in testa?». Strappa ancora applausi. La gente è con lui. Renzi lo sa: a Empoli e nella Valdelsa, trionfò nelle primarie contro Bersani.
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