Pochi ricchi e tanti poveri In aumento le disparità
Nel circondario c’è il 2,5% della popolazione che si accaparra il 12% dei patrimoni Ecco la distribuzione per singole realtà, in Valdelsa l’andamento è peggiore
EMPOLI. La crisi? Logora solo chi ce l’ha. E a ben vedere, vista la distribuzione della ricchezza nell’Empolese Valdelsa. Una distribuzione squilibrata, esageratamente squilibrata, che peraltro ha acuito la disparità con l’aggravarsi della crisi. Ebbene, nel territorio del circondario c’è un 2,5% della popolazione che si accaparra oltre il 12% della ricchezza. Sono coloro che stanno nella fascia di reddito superiore ai 70mila euro annui. Allo stesso tempo e nel medesimo territorio c’è oltre il 30% degli abitanti che si devono spartire quasi la stessa quota, poco più del 14%. Una fetta di popolazione che dichiara, invece, meno di 15mila euro all’anno. I dati emergono dalle dichiarazioni dei redditi presentate lo scorso anno e relative al 2011. Una divisione in classi che, se i numeri non ci permettono di definire sociali, sicuramente sono economiche. La stessa divisione che, seppure in condizioni diverse, fino a qualche decennio fa faceva gridare alla lotta, quella di classe appunto. E che in tempi più recenti fa tornare alla mente uno slogan coniato dalla rivolta newyorkese contro la casta della finanza di Wall Street e ripreso dai movimenti nostrani: “we are 99%”, in rivolta appunto contro quell’1% della popolazione che gestisce il grosso della ricchezza mondiale. Andando a sezionare ulteriormente il segmento reddituale, quell’1% ritorna ed è anzi addirittura inferiore: uno 0,9% di contribuenti che stanno sopra la soglia dei 100mila euro e che detengono oltre il 7% del patrimonio del circondario. Per dirla con i numeri nudi e crudi ci sono 950 persone che nel 2012 hanno dichiarato redditi per un ammontare complessivo di quasi 153milioni e mezzo. Poco meno della metà di quanto messo insieme (all’incirca 318 milioni di euro) da oltre 32mila persone poste nelle fasce di reddito più svantaggiate, cioè un terzo dei contribuenti degli undici comuni. Unica nota positiva è la tenuta della classe media, individuata nella fascia di reddito tra i 15mila e i 40mila euro, che quanto meno mantiene una quota di ricchezza superiore alla percentuale di popolazione che rappresenta. Tale fascia pesa per il 59,2 dei contribuenti (58.500 in tutto) e si spartisce il 61,1% della ricchezza (quasi un miliardo e 300milioni di euro). Non si possono decisamente lamentare le 5.700persone che si trovano nella fascia medio alta, cioè quella tra i 40mila e i 70mila euro di reddito annuo: esse, infatti, sono meno del 6% della popolazione e si aggiudicano una quota di risorse superiore al 12% (270 milioni di euro). Andando a vedere cosa succede nei singoli comuni, si può osservare come i super ricchi (sopra i 100mila euro dichiarati) pesino di più nei comuni dell’Empolese, mentre molto meno in Valdelsa. Nel comune capoluogo, ad esempio, sono addirittura 344, cioè l’1,26% della popolazione. Duecento meno si trovano a Fucecchio, in percentuale pesano per l’1,13%. Sono 88 a Montespertoli (l’1,15%), 79 a Vinci (lo 0,94%), 69 a Montelupo (lo 0,86%) e 66 a Castelfiorentino (0,66% del totale). A Certaldo ce ne sono 53 (0,57%), Cerreto 43 (0,71%), a Capraia e Limite 31 (0,72%), a Gambassi 22 (0,74%) e a Montaione appena 11 (0,47%). Detto questo, il divario tra comuni dell’Empolese e comuni della Valdelsa esiste anche per quanto riguarda la ricchezza media. Gli imponibili medi, infatti, sono più alti in particolare a Empoli, Capraia e Limite, Montelupo e Montespertoli (sopra i 22mila euro). Mentre si abbassano in special modo nei territori di Castelfiorentino, Certaldo e Montaione: qui si sta sotto i 20mila euro pro capite.
Marco Pagli
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