Sicurezza
Crollano le compravendite Ma due aree fanno eccezione
EMPOLI. Non si sa che effetto avrà la riforma della tassazione sulle compravendite. Quello che è certo è che la situazione fotografata nel primo semestre di quest’anno rende un quadro buio e...
EMPOLI. Non si sa che effetto avrà la riforma della tassazione sulle compravendite. Quello che è certo è che la situazione fotografata nel primo semestre di quest’anno rende un quadro buio e drammatico per il mercato immobiliare. Le transazioni, insomma, diminuiscono ancora sia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia rispetto al semestre precedente. Un crollo sicuramente non paragonabile a quello che si è registrato a cavallo tra il 2011 e il 2012, quando il confronto tra i primi semestri dei due anni aveva fatto segnare un meno 30% e una picchiata di quasi 250 compravendite. Nei primi sei mesi del 2013 la perdita è stata sensibile: -10%, in linea con la diminuzione di rogiti a livello provinciale . A livello psicologico, invece, il colpo più pesante è l’essersi tragicamente avvicinati a quota 500 compravendite. Dando un occhiata al trend dell’ultimo anno e mezzo sono andate in fumo oltre 50 transazioni: erano state, appunto, 557 nel primo semestre del 2012, 518 nel secondo e appena 502 nel primo di quest’anno. Il picco negativo non è generalizzato a tutti i comuni dell’area. Le eccezioni sono solo due, Certaldo e Montelupo, che però erano stati i più penalizzati un anno fa: si tratterebbe, insomma, di un recupero del terreno perso finora piuttosto che di una vera e propria ripresa. Quello che, se possibile, lascia meno scorati è il fatto che l’Empolese Valdelsa all’interno della provincia di Firenze è in buona compagnia. Ci sono, infatti, territori alle prese con situazioni ancora peggiori: il Basso Mugello ha perso oltre il 19%, il Chianti e il Valdarno giunte a meno 15%, la cintura fiorentina e la Piana che hanno lasciato per strada l’11% delle transazioni. Mentre l’area del capoluogo si è fermata a -8%. A tentare di dare una spiegazione sono gli studiosi dell’Osservatorio del mercato Immobiliare (Agenzia delle Entrate). «Tutto ciò dimostra quanto sia variato negli anni l’orientamento della domanda di abitazioni tra capoluogo e resto della provincia: negli anni del boom immobiliare, con la città di Firenze caratterizzata da elevati valori immobiliari, inaccessibili ad ampie fasce della popolazione, il mercato si è indirizzato verso i comuni della provincia, caratterizzati da quotazioni mediamente più contenute. Negli anni più recenti, il calo delle quotazioni del capoluogo toscano ha innescato un rientro di parte della domanda abitativa verso il mercato fiorentino, rendendo ancora più acuto il fenomeno dello stock abitativo invenduto nei comuni della provincia». Questo fenomeno, peraltro, si verifica in un momento in cui nel circondario le quotazioni medie né si mantengono stabili né tanto meno si rivalutano, ma scendono ad un ritmo cinque volte più veloce che nel capoluogo. Scendendo nel dettaglio dei comuni, possiamo vedere come i più piccoli siano quelli che soffrono maggiormente. Gambassi, tra il primo semestre 2012 e il primo di quest’anno, ha perso oltre il 60% delle compravendite passando da 25 a 10. Simile la situazione a Montaione, dove si è passati da 18 a 8 (-58%), e a Capraia e Limite, dove si è scesi da 31 a 19 (-40%). Salvo le eccezioni di Certaldo (+50%) e Montelupo (+16%), la situazione non migliora di troppo nei comuni sopra diecimila abitanti. A Vinci, ad esempio, si è perso il 32% delle transazioni (da 53 a 36), a Fucecchio il 21% (da 62 a 49), a Empoli oltre l’8% (da 161 a 147). Più contenuti, invece, i ribassi negli altri.(m.p.)
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