Italia
Mille bimbi addobbano il “giro” d’Empoli
Le decorazioni su alberi e fioriere realizzate con materiali riciclati grazie al patto Comune-scuole
EMPOLI. Il “giro d’Empoli” si riempie degli addobbi realizzati dai bambini delle scuole primarie, utilizzando prodotti di scarto e che – grazie alla fantasia dei più piccoli – hanno trovato nuova vita come addobbi natalizi lungo le vie del centro, con le fioriere abbellite da queste originali decorazioni.
Trenta alberelli nel “Giro”, dieci in piazza della Vittoria e due in Via Marchetti, sono stati addobbati da 1060 bambini delle primarie empolesi. Il progetto prende il nome di “Addobbiamo Empoli” e ha visto la collaborazione, oltre che dell’amministrazione e delle scuole, della Onlus Gea, di Confesercenti, di Publiambiente e dell’associazione per il Centro storico di Empoli.
Publiambiente, inoltre, donerà alle scuole e alle classi partecipanti oggetti realizzati con materiali recuperati e riciclati. Il coinvolgimento è stato massiccio, con più di mille bambini che in poche ore di “lezione” hanno realizzato le decorazioni per il Natale venturo, come a voler fare un regalo speciale alla propria città. 84 insegnanti si sono prestati, per un totale di 84 incontri con le classi e 131 ore di attività didattica “alternativa”.
Ai bambini, tramite alcune fiabe, è stata fatta notare l’importanza del tema del riciclo e del riutilizzo dei rifiuti, visti in un’ottica di risorsa (economica ed ambientale) e non soltanto come problema. L’iniziativa, presentata ieri in municipio, è stata accolta con entusiasmo da tutti le parti, a cominciare dall’assessore Arianna Poggi: «Ho visto grande entusiasmo – racconta – tra i bambini delle elementari. Le poche classi che non hanno potuto partecipare erano molto dispiaciute. L’importante è aver fatto passare tra gli alunni il messaggio che il rifiuto può essere una risorsa». A ruota i commenti di Katia Arfaioli di Gea e di Maria Schiavone, ideatrice del progetto: «Felice per la partecipazione dei bimbi – sottolinea Arfaioli – e del loro coinvolgente entusiasmo». «E poi – aggiunge Schiavone – gli insegnanti sono stati bravi nel far capire l’importanza del lavoro manuale ai bambini, qualcosa che col tempo sta andando perduto». Infine, la parola a Publiambiente: «Questa è la risposta – conclude Linda Mori – alla domanda “dove va a finire la differenziata”. Va a finire in un progetto che educa i bambini al riutilizzo dei prodotti di scarto, stavolta come addobbi e nel futuro chissà». (m.s.)
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