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Per avere l’ok occorre dimostrare le difficoltà

EMPOLI. Il piano di rateizzazione straordinario si affianca a quello ordinario, già in vigore da anni e che finora ha riscosso un buon successo. Quest'ultimo, infatti, prevede un numero massimo di...

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EMPOLI. Il piano di rateizzazione straordinario si affianca a quello ordinario, già in vigore da anni e che finora ha riscosso un buon successo.

Quest'ultimo, infatti, prevede un numero massimo di 72 rate mensili e quindi concede una dilazione del pagamento massima di 6 anni. Come si legge nel decreto tale soluzione è concessa “in caso di temporanea situazione di obiettiva difficoltà”. Quello straordinario, invece, aumenta il tetto massimo a 120 rate, anche se il numero di queste è proporzionale al rapporto tra la rata mensile e il reddito per cittadini e imprenditori individuali e tra la rata e il valore della produzione per le altre imprese. Per i primi a far fede dovranno essere due documenti che dovranno essere allegati alla domanda: l'Isr (indicatore della situazione reddituale) e l'Isee (indicatore della situazione economica equivalente). Per le seconde, invece, la dichiarazione dovrà essere corredata di tutta la documentazione contabile aggiornata. Una volta accettata la richiesta del piano straordinario di rateizzazione i tecnici di Equitalia valuteranno il numero di rate in base alle tabelle stabilite dal decreto. Per cittadini e imprenditori individuali si va da un minimo di 73 rate nel caso in cui la rata sia superiore del reddito mensile di una percentuale tra il 20% e il 20,4% ad un massimo di 120 nel caso in cui sia superiore del 38,8%.

Nel caso di aziende, invece, il minimo di 73 rate è concesso nel caso in cui la rata superi il valore della produzione con una percentuale tra il 10% e il 10,2% e il massimo di 120 se supera il 19,4%. Ad ogni modo, la rata mensile non potrà essere inferiore ai 100 euro.

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