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Empoli

Trattenuto a stento dai compagni

Trattenuto a stento dai compagni

Nel bollettino Figc il racconto dell’aggressione all’arbitro del calciatore della Juniores del Montelupo

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MONTELUPO. Un fallo di gioco, la reazione e poi un’autentica esplosione di violenza a seguito dell’espulsione decretata dal direttore di casa. È per questo, in sintesi, che il giovane calciatore Angelo Barranca del Montelupo è stato pesantemente squalificato dal giudice sportivo fino al 28 giugno 2018. Ben 55 mesi di squalifica, da trascorrere dunque lontano dai campi, per «aver colpito l'arbitro con prima con una testata e poi una forte manata», come recita il bollettino ufficiale del comitato provinciale della Figc.

Il fatto, il brutto episodio, è avvenuto sabato scorso durante l'incontro Montelupo-Ponte a Greve (terminato sul punteggio 4-4) valido per il campionato Juniores Provinciale (girone C). Barranca, espulso per aver colpito con un calcio un avversario all'altezza del femore facendolo cadere a seguito di un contrasto di gioco, veniva espulso dal terreno di gioco. Alla notifica del provvedimento disciplinare, però, si avvicinava all'arbitro e lo «colpiva – è appunto detto nella motivazione – prima con una testata all'altezza del naso procurandogli forte dolore e fuoriuscita di sangue e poi, dopo averlo offeso, con una violenta manata che gli apriva un labbro con una nuova fuoriuscita di sangue».

Il calciatore amaranto, successivamente, cercava ancora di colpire il direttore di gara continuando a rivolgergli gravi offese e minacce. Tentava anche di colpirlo di nuovo, è scritto, ma veniva fermato dall’intervento dei suoi stessi compagni di squadra. Gli stessi giocatori del Montelupo, dunque, lo hanno fermato. E non solo loro. Sempre sul referto, infatti, è messo in evidenza che il giocatore veniva infine «trascinato via dal campo» dal proprio dirigente accompagnatore.

Il direttore di gara è poi andato al San Giuseppe e al pronto soccorso dell'ospedale di Empoli è stato giudicato guaribile in tre giorni per «contusione della palpebra e della regione perioculare, contusione del volto e piccola ferita superficiale del labbro superiore».

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