Sicurezza
Trasporto pubblico, meno chilometri e biglietti più cari
Il Comune di Empoli accetta la proposta della Regione che prevede il “taglio” del servizio (dal secondo anno) e l’incremento del 15% del costo dei tagliandi. Il Pdl alza la voce
EMPOLI. Meno chilometri di servizio e biglietti più cari. La polemica sul trasporto pubblico, anticipata nei giorni scorsi dal nostro giornale, s’infiamma anche a Empoli. Con una presa di posizione del capogruppo del Pdl in Comune, Alessandro Borgherini, che “bacchetta” pubblicamente il Municipio che ha detto sì al piano di revisione proposto dalla Regione Toscana.
«Il Comune di Empoli – sottolinea Borgherini – continuerà a versare, come fatto fino ad oggi, oltre 100 mila euro annui per il servizio di trasporto pubblico locale urbano ma in cambio avrà 40mila chilometri di trasporto in meno ed un aumento del 15% delle tariffe a carico degli utenti. Meno chilometri di servizio e biglietti più cari. Maggiori costi a carico dell’amministrazione e dei contribuenti e meno servizi. Una sintesi disastrosa per i cittadini, per gli studenti e per le loro famiglie. La delibera comunale, votata in modo compatto dal Partito democratico, parla chiaro: si accetta la proposta della Regione Toscana di introdurre i cosiddetti fattori "T", ovvero i tempi di introduzione del nuovo regime del trasporto pubblico locale urbano di Empoli. Nel primo periodo, cosiddetto T1 corrispondente al primo anno di servizio del nuovo gestore unico regionale, ci si impegna a garantire gli attuali 320 mila km annui, mentre nel T2 ovvero dal secondo anno al nono di durata del bando di gara, i km garantiti ai cittadini passeranno da 320 mila a 280 mila. Ben 40 mila km di taglio. Tutto questo va letto analizzando bene i numeri del bando regionale, in ritardo di ben 3 anni, ma che garantirà ai toscani un aumento dei km garantiti ai cittadini (si passerà da 85 milioni a 106) con un aumento della redditività prevista (e quindi delle tariffe applicate ai cittadini) di un ragguardevole 15 per cento. Empoli avrà l’aumento dei costi ma non quello del servizio offerto che anzi diminuirà”.
Problemi per gli utenti, insomma, ma non solo. «C’è anche da preoccuparsi per le ricadute occupazionali che con questa forte riduzione dei km sarà inevitabile. Ho sollecitato la Giunta ad attivarsi per approfondire il tema. Per l'ennesima volta si è persa l'occasione di avviare per tempo una discussione con la città, che avrebbe permesso di approfondire meglio quali linee siano le più utilizzate, quali sarebbero da rafforzare e quali da eliminare. Senza contare – incalza Borgherini – che la definizione delle future linee non è stata oggetto neppure di una valutazione di uno straccio di Piano urbano del traffico (scaduto da 5 anni) né di un minimo ascolto del Consiglio comunale che si ritrova a ratificare per l'ennesima volta l'ennesima riduzione del servizio al cittadino. Quello appena approvato, col voto favorevole di tutte le anime, vecchie e nuove, del Pd, con assoluta e preoccupante leggerezza, è un accordo con la Regione che interesserà ed influenzerà (in peggio) almeno le due prossime giunte comunali. Questo per dovere di cronaca».
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