Attenzione
La nuova centrale del 118 rischia di essere cancellata
La sede di Empoli costata centinaia di migliaia di euro e inaugurata un anno fa potrebbe essere “tagliata” dalla Regione, lavoratori sul piede di guerra
EMPOLI. La riorganizzazione delle centrali del 118 a livello regionale snobba completamente la sede empolese. Prima l’assessore Luigi Marroni aveva parlato di una riduzione da 12 a tre, una per ogni area vasta. E gli addetti ai lavori sembravano quasi disponibili – seppure tra tanti punti interrogativi – a ingoiare il rospo. Poi la commissione tecnica incaricata avrebbe consegnato una relazione nelle mani di Marroni in cui si prospetta la possibilità che le centrali siano sei fino al 2016: Firenze, Pistoia, Arezzo, Viareggio, Siena e una tra Livorno e Pisa. Almeno così sembra.
Empoli? Azzerata. Eppure nel nuovo San Giuseppe c’è una sede all’avanguardia sul piano logistico e tecnologico. Il trasloco dal vecchio blocco H si è concluso appena un anno fa e la nuova sede (che ospita anche il call center aziendale) è costata diverse centinaia di migliaia di euro: difficile quantificare esattamente la somma perché l’intervento è inserito nell’ambito del project financing. «Con accorgimenti per poche migliaia di euro – assicurano i sindacati – la struttura sarebbe in grado di ospitare una delle due centrali di area vasta: basterebbe spostare il call center in un altro edificio e ricavare lì le postazione necessarie per il 118». Ma la Regione non sembra di questa idea. E i lavoratori del dipartimento emergenza-urgenza (60 infermieri e 25 medici) sono sul piede di guerra.
«Nei prossimi giorni – assicura Alessandro Giorgetti della Funzione Pubblica Cgil – cercheremo di coinvolgere anche la politica e le istituzioni: qui ci sono le strutture e la competenza professionale per essere un punto di riferimento anche nell’area vasta». Duro Giampaolo Giannoni del Nursind: «Non ci piace essere presi in giro. Le Aziende sanitarie hanno fornito i parametri sulle loro centrali. Qui la qualità è elevata, sia come ponte radio che come linea telefonica, proprio perché la centrale è nuova, sono stati fatti degli investimenti. E veniamo ignorati senza sapere su quali basi si vogliono fare altre scelte: si tratta di un’esclusione senza indicazioni oggettive. Ma la cosa più grave è che tra i membri della commissione che sta lavorando alla riorganizzazione non ci sono rappresentanti di medici e infermieri: come si fa ad escluderli da una decisione del genere?».
Se la scelta dovesse ricadere altrove «si spenderanno altri soldi per l’adeguamento della parte tecnica – sottolinea Roberto Gambassi della Cisl – mentre qui basterebbero pochi ritocchi sul piano logistico per ospitare più operatori. In caso contrario si rischia di perdere un patrimonio professionale di vent’anni».
Insomma, per dirla con Giorgetti «se si torna ai campanilismi, allora bisogna sentire tutte le campane», compresa quella empolese. Che promette battaglia: «Se la Regione non ci ascolterà – spiegano i sindacalisti – ci confronteremo coi lavoratori e valuteremo come muoverci». Non ci sono posti di lavoro a rischio, ma anche l’eventuale operazione-trasferimenti si preannuncia dura: «I dipendenti dell’Asl 11 potrebbero essere trasferiti dalla Regione in una centrale di area vasta da un’altra parte solo in caso di mobilità-volontaria». (f.t.)
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