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Arbitro sospende la gara: «Scarsa sicurezza». Il giudice lo boccia

Arbitro sospende la gara: «Scarsa sicurezza». Il giudice lo boccia

Il direttore di gara aveva anche chiesto l’intervento dei carabinieri durante Gambassi-Cortenuova Giovanissimi. Ma la Figc non c’erano pericoli effettivi. La partita sarà ripetuta

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L’arbitro sospende una partita del campionato provinciale Giovanissimi perché, secondo lui «erano venute meno le sufficienti condizioni di sicurezza»: l’allenatore del Cortenuova lanciava sassi. Ma il giudice sportivo lo sconfessa: «Non c’era un reale pericolo». E ordina la ripetizione della gara.

Insomma, più che di violenza dei tesserati, c’è stato un eccesso di prudenza dell’arbitro. Che ha sospeso la partita Virtus Gambassi-Cortenuova al 27’ del secondo tempo sul punteggio di 2-0. «All’inizio della gara – si legge sul comunicato ufficiale della Figc – il direttore di gara non ammetteva all’interno del terreno di gioco l’allenatore Giuseppe Scala e il dirigente accompagnatore Francesco Liotino, entrambi del Cortenuova, in quanto sprovvisti del tesserino. Scala, posizionatosi fuori dal recinto di gioco, minacciava e offendeva ripetutamente l’arbitro, fino a quando al 18’ della ripresa il direttore di gara veniva colpito alla testa da un sasso lanciato da persona non identificata». Due minuti più tardi «l’arbitro individuava Scala nell’atto di lanciare un sasso che colpiva un giocatore del Cortenuova». A quel punto l’arbitro sospende la partita e chiede alla società di casa di chiedere l’intervento dei carabinieri. Nel frattempo dirigenti, giocatori e tifosi «si comportavano correttamente mentre il solo Scala, inizialmente, continuava a tirare sassi».

Dopo sette minuti di attesa, nessuna traccia dei carabinieri, anche perché secondo l’arbitro la dirigenza non l’aveva neanche chiamati. E allora lui ha fischiato la fine. Ma la norma prevede che per fermare una partita si devono verificare situazioni «pregiudizievoli alla incolumità propria e dei calciatori». Ma secondo il giudice sportivo «esaminati gli atti non c’erano pericoli effettivi». E anche durante i sette minuti di attesa, se ne stavano tutti tranquilli, compreso Scala «che solo inizialmente ha reiterato la propria condotta». Insomma, non c’erano gli estremi per la sospensione e la situazione poteva essere gestita direttamente dal direttore di gara senza l’intervento dei carabinieri»: però, curiosamente, la Virtus Gambassi è stata multata (80 euro) per non averli chiamati.

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