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Empoli

«Noi proprietari costretti a costruire strade»

«Noi proprietari costretti a costruire strade»

L’associazione Vivere Empoli contro l’obbligo di realizzare le opere viarie per chi costruisce nei Pua

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EMPOLI. Il secondo regolamento urbanistico del Comune di Empoli non soddisfa le aspettative dell’associazione Vivere Empoli. Che anzi parte all’attacco. « Noi vogliamo parlare dei Pua e dei piccoli proprietari terrieri che hanno avuto la sfortuna di avere o ereditare un terreno individuato come area edificabile dalle amministrazioni susseguitesi in questi ultimi decenni - spiega l’associazione - l’amministrazione, in tempi favorevoli quando non cý’era crisi economica, ha ostacolato in modo energico la realizzazione di nuove opere edilizie legate all’ utilizzo delle aree di questi cittadini ».

Col nuovo regolamento urbanistico l’amministrazione riconferma i Pua che hanno partecipato all’avviso pubblico. «Per questi è obbligatorio realizzare i passanti viari strategici della città- spiegano ancora - Ci teniamo a sottolineare che non si tratta di semplice viabilità di accesso al Pua ma di opere viarie pubbliche di dimensioni e costi ben più consistenti che l’amministrazione ha ritenuto giusto far pagare ai privati anziché farsene carico. Tutto questo senza tener conto della complessa e devastante situazione economica locale e globale». «Vogliamo sperare che lý’amministrazione non abbia ben pensato di inserire di tutto di più nel regolamento urbanistico approvato sulla base di notizie che a noi non è dato sapere!». I proprietari si preoccupano anche per i tempi. «Come se non bastasse, sembra anche che i tempi stringano, se non vogliamo incappare tra circa un anno e mezzo nell’adeguamento del secondo regolamento urbanistico per il rispetto della nuova proposta di legge sul governo del territorio della Regione Toscana, che sembra essere addirittura più restrittiva. E concludono: «Se i Pua non partono non partirà nemmeno un’opera pubblica strategica per la città con le clausole vessatorie e discutibili imposte dall’amministrazione e sarà difficile che qualche investitore si faccia avanti, ammesso che trascorsi i cinque anni di validità del secondo regolamento urbanistico non decida di trasferire la potenzialità edificatoria su altri terreni oggi non vessati da tasse pregresse e con altri proprietari disposti a realizzare le opere richieste. Nel frattempo le tasse sui terreni si pagano sempre e comunque, crisi o non crisi, contribuendo al bilancio del Comune».

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