Attenzione
Truffa degli incidenti fasulli, imprenditore rischia il processo
Chiesto il rinvio a giudizio per 43 persone tra cui un 42enne empolese titolare di un’azienda di trasporti. L’accusa è di aver aggravato i danni degli scontri per spillare i soldi alle assicurazioni
Incidenti veri, ma ingigantiti. Oppure concordati a tavolino. Al di là della natura del sinistro l'obiettivo finale era uno solo: spillare soldi alle assicurazioni gonfiando le richieste danni.È l'accusa alla base della richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore di Pisa Paola Rizzo per 43 persone. Il 22 gennaio il gup inizierà la camera di consiglio che non si concluderà in tempi brevi. Sono previste richieste di riti alternativi, tra patteggiamento e abbreviato, oltre alla discussione sulle posizioni di chi vuole affrontare il dibattimento. Saranno necessarie più udienze.
Per sette indagati, tra i quali tre poliziotti della stradale, un medico legale, il titolare di una ditta di trasporti e i proprietari di una carrozzeria, la Procura ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzato a truffare in modo sistematico le compagnie assicuratrici simulando incidenti stradali. Gli altri 36 indagati, tra i quali un quarto agente della polizia stradale pisana, sono conducenti e passeggeri di auto coinvolte nei sinistri veri o presunti finiti al centro dell'inchiesta. Per loro l'accusa è di aver beneficiato dei raggiri intascando soldi dopo essersi prestati a figurare come parti lese che reclamavano i risarcimenti per i danni ai mezzi o le lesioni personali dovute agli urti tra auto, moto e camion. Qualcuno, però, sostiene di essere parte lesa perché i rimborsi sarebbero avvenuti a sua insaputa grazie alle richieste presentate alle compagnie con firme false.
Gli episodi contemplati nel fascicolo sono oltre una ventina e coprono un arco temporale che va dall'aprile 2008 al dicembre 2009. In tutto i rimborsi, sulla cui genuinità la Procura nutre seri dubbi, si aggirano sui 200mila euro e le assicurazioni che figurano come parti offese sono sette. La maggior parte dei casi si sono verificati sulla Firenze-Pisa-Livorno. Nell'elenco ci sono sinistri agli svincoli di Pontedera Est, Pisa Aeroporto, Cascina, Lavoria, Galvani, Gello di Pontedera, Empoli. E poi in centro a Pisa, a Caprona, in via Valdera a Ponsacco, alla Borra di Pontedera e sulla Tosco Romagnola.
Le contestazioni più gravi riguardano i sette accusati di associazione a delinquere. Tra loro il titolare di un'azienda di trasporti, Massimo D'Onofrio, 42 anni, di Empoli, amministratore unico della Tes Srl che metteva a disposizione i mezzi pesanti della ditta e i nomi degli autisti da far figurare come responsabili degli incidenti.
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