Attenzione
Sciopero delle luminarie protesta dei commercianti
In via Leonardo da Vinci non vogliono pagare il contributo per gli addobbi «Siamo vittime di furti, atti vandalici e le strade non sono tenute bene»
EMPOLI. Il Natale ormai è alle porte, Empoli si prepara vestirsi a festa con addobbi e luci natalizie. Ma i commercianti di via Leonardo da Vinci, non hanno molta voglia di festeggiare. La loro strada da troppo tempo è vittima del degrado, bersagliata dai furti e dagli atti vandalici. Per questo motivo i negozianti hanno deciso di mettere su una singolare protesta, un vero e proprio “sciopero delle luminarie”. Quest’anno dunque, non verseranno l’annuale contributo per l’ acquisto delle classiche luci natalizie che per le festività vengono installate nel centro storico. Ma non solo via Leonardo da Vinci, molti altri esercizi del centro (circa una quindicina) vuoi per protesta vuoi per motivi economici non pagheranno il contributo.
Per illuminare il centro storico durante le festività natalizie quest’anno serviranno 23.000 euro più Iva, una cifra che per il 30% (Iva esclusa) sarà coperta dal Comune di Empoli, mentre il restante 70% verrà raccolto attraverso il contributo dei commercianti. Ciascun esercizio paga 120 euro più Iva in due rate, diverso il discorso per quei negozi che hanno più di due vetrine (solitamente sono quelli che fanno angolo) che pagano circa dieci euro in più degli altri. In via Leonardo Da Vinci però i commercianti non hanno intenzione di sborsare un euro. Da tempo quel tratto di strada è vittima del degrado, frequentemente si verificano furti e atti vandalici. «Sembra che ci si sia scordati di questo parte di centro – spiega Mila Benvenuti del negozio di parrucchiere l’Outlet del capello - , non ci sentiamo sicuri. Le luminarie? Io ho già le mie luci che metterò intorno alla vetrina del negozio».
Una protesta che viene fatta anche a malincuore ma che è necessaria, come confida Donata Imperiale del negozio Lilith. «Inizialmente non ci sembrava giusto rinunciare alle luminarie perché in un momento di crisi come quello attuale bisogna invogliare la gente a venire in centro ma, ad oggi la situazione è diventata insostenibile. Abbiamo subito un tentativo di furto, inoltre la sera non torno mai a casa da sola ma mi faccio accompagnare». E anche i parcheggi selvaggi stanno rendendo la vita impossibile. «La protesta nasce dalla poca attenzione che l’amministrazione rivolge verso questa parte di centro– spiega Niccolò Beppi della profumeria Il Valentino –. Positiva l’installazione di nuove telecamere ma ci sono tantissimi altri problemi. Ad esempio siamo diventati la zona di carico-scarico della città, siamo invasi dai furgoni». Anche spostandosi di qualche metro verso piazza Farinata la situazione non sembra essere migliore. « Vogliamo essere tutelati – spiega Laura Romagnoli dell’omonimo negozio di abbigliamento - . Ogni giorno ci ritroviamo a contatto con persone poco raccomandabili, siamo impauriti».
Ma il malcontento non serpeggia solo in via Leonardo Da Vinci. Diversi esercizi del centro storico (per ora sono circa 15), non pagheranno l’annuale contributo, vuoi per protesta, vuoi per i problemi economici. «Non so se darò il contributo – dice Barbara Aloi del negozio La Giostra di via del Papa – in un periodo come questo anche 120 euro pesano sul bilancio di un attività». Qualcuno invece ha pagato ma potrebbe essere l’ultima volta. «Non è giusto che un negozio piccolo come il mio debba pagare quanto esercizi molto più grandi – dice Giovanni Preti di Mich e Lui – inoltre vorrei poter scegliere il tipo di luminarie che vengono installate».
E dunque chi non paga resta al buio. Senza il contributo degli esercizi il budget per le luminarie si ridurrà di circa 2.000 euro e come spiega Nicola Nardini dell’Associazione per il Centro Storico questo potrà portare ad un'unica soluzione. «Se il budget sarà ridotto, saremo costretti a ridurre le luminarie se un’intera via non pagherà in segno di protesta, purtroppo dovrà restare al buio». «Parlerò con i commercianti - conclude Nardini – capisco i motivi della loro protesta, ma non perché debba essere legata al discorso delle luminarie».
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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