Il Tirreno

Empoli

Un documentario sul battaglione Maori

di Paolo Santini
Un documentario sul battaglione Maori

Riconoscimento all’unità neozelandese per il 70esimo anniversario Furono i primi a liberare Empoli e la Valdelsa nell’estate del 1944

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EMPOLI. Nei giorni scorsi la giunta comunale di Empoli ha deliberato la firma di un protocollo d’intesa tra la Provincia di Firenze ed i Comuni di San Casciano, Tavarnelle Val di Pesa, Firenze, Empoli, Barberino Val d’Elsa, Montespertoli e Scandicci per la realizzazione di un documentario sul 28° Battaglione Maori.

È il primo graditissimo riconoscimento, anche da parte di Empoli, dell’importanza che quell’unità militare neozelandese ebbe nella liberazione della città nel lontano 1944. «Premesso che – si legge nella delibera - le truppe neozelandesi svolsero un ruolo di primaria importanza negli eventi bellici che condussero, nell’estate del 1944, alla liberazione dalle truppe nazi-fasciste dei Comuni firmatari; che, nell’ambito delle forze neo- zelandesi, era presente il 28° battaglione, formato esclusivamente da volontari Maori; che tale aspetto risulta spesso poco conosciuto e che ancor meno conosciuta e diffusa è la traccia che questa esperienza ha lasciato, sia nella popolazione italiana che in quella neozelandese e Maori in particolare; che nel 2014 ricorrono i settanta anni della liberazione dei Comuni firmatari del presente protocollo, e che tale data può costituisce un evento utile a recuperare la memoria e a diffondere la conoscenza di questo specifico aspetto».

Per questo i Comuni hanno deciso di realizzare il documentario: obiettivo del presente Protocollo è quello di sostenere in maniera concreta e continuativa l’attività di realizzazione, successiva promozione e diffusione di un documentario finalizzato a valorizzare e tramandare la storia del 28° battaglione neozelandese che fu protagonista della liberazione, nell’estate del 1944, dei Comuni firmatari. In particolare la realizzazione del documentario, che dovrà essere conclusa entro il mese di giugno 2014, dovrà essere indirizzata verso la raccolta delle testimonianze filmate dei protagonisti diretti, italiani e neozelandesi, oltreché nella valorizzazione dell’intreccio tra le due diverse culture che si è determinato a seguito della presenza nel territorio chiantigiano delle truppe di liberazione maori.

« Ka mate, ka ora» («è la morte, è la vita»). Non ci è noto se anche a Empoli in quella lontana estate del 1944 questo grido rituale di liberazione – la haka, danza resa famosa paradossalmente da una squadra di rugby, gli All Blacks - sia risuonato fra le strette viuzze ormai ingombre di macerie lasciate dai tedeschi in fuga e generate dalle loro mine e dai bombardamenti alleati, ma una cosa è certa: fra le truppe di liberazione alleate, ad arrivare per primi nel centro cittadino devastato furono gli uomini del 28esimo battaglione Maori neozelandese. E chi l’aveva mai visto un nativo di quella lontanissima terra in mezzo all’oceano a Empoli? In tanti ne furono colpiti, e li ricordano ancora, quei guerrieri scuri e coraggiosi, dai tratti somatici sconosciuti, gli eroi di Cassino.

L’unità tornò in linea nel luglio del 1944, e fu impiegata nell’avanzata verso Firenze. Fu protagonista assoluta, come ben ricordano Claudio Biscarini e Giuliano Lastraioli nei loro pregevoli lavori sul passaggio della seconda guerra mondiale, della liberazione di Empoli.

Nel 2014 saranno trascorsi settant’anni, e dunque meritano di essere ricordati degnamente, i Maori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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