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Tutte le contestazioni al nuovo piano regolatore
EMPOLI. Una serie di contestazioni puntuali sul regolamento urbanistico arrivano dal gruppo Rifondazione - Comunisti italiani. Che lancia alcune domande provocatorie perché il nuivo strumento...
EMPOLI. Una serie di contestazioni puntuali sul regolamento urbanistico arrivano dal gruppo Rifondazione - Comunisti italiani. Che lancia alcune domande provocatorie perché il nuivo strumento favorirebbe i grandi interventi a scapito di quelli piccoli. «Lo sapete che se si vorrà effettuare una sostituzione edilizia (un recupero di un'immobile in ambito periurbano precedentemente destinato ad altri scopi) per realizzare 5 appartamenti di 80 mq per un totale di 400 - spiegano Paolo Gaccione e Gabriele Bini - sarà ad esser sufficiente, nonostante i moniti della Regione Toscana, un permesso a costruire rilasciato dall'ufficio, mentre se una famiglia vorrà riutilizzare un volume di 70 mq per realizzare un alloggio per un figlio o un familiare dovrà effettuare un costoso piano di recupero (che dovrà passare per ben due volte dal consiglio comunale)? ».
Altra domanda: «Lo sapete che mentre si procederà a sventrare la piana agricola di Villanova tracciando la famosa bretellina dalla nuova Cabel allo svincolo Empoli est in quello che è definito il "polmone verde della città" dal nostro piano struttura - continuano i due consiglieri - si è detto no a piccole richieste di buonsenso quali il recupero della ex pista di go kart di Marcignana oppure l'individuazione di un'area da destinare a cimitero degli animali? ».
«Lo sapete che mentre ci si riempie la bocca di tante belle parole sulla ripartenza degli investimenti in edilizia e sull'edilizia biosostenibile come motore di un nuovo sviluppo - insistono i due - si è bocciato l'idea di poter coprire i posti auto su resede privato per l'installazione di pannelli fotovoltaici? Lo sapete poi che mentre si pensa di costruire qualcosa come 20.000 mq di superficie utile nell'area del palazzo delle esposizioni (peraltro con un'altezza di 20 metri) le previsioni per l'edilizia sociale dell'intera città scendono da 19.000 mq a poco più di 13.000?». E infine: «Lo sapete infine che mentre da un lato si consente di cambiare con disinvoltura destinazione d'uso a quella che è stata la ex Coef nulla s'è fatto affinché l'azienda vetraia Cev uscisse dalla bizzarra cassa d'espansione in cui è stata relegata dall'Autorità di bacino».
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