Sicurezza
Uccide la madre e si suicida
Il dramma di un ex insegnante a Marcignana con problemi di depressione
EMPOLI. Un tarlo che era entrato nella sua vita. Difficile da spiegare e difficile da comprendere. Chissà se legato più al presente oppure collegato anche al passato. Ma questo tarlo, in pochi mesi, lo ha distrutto e ha messo fine in maniera violenta alla sua vita e a quella della sua mamma quasi novantenne. Piero Taddei, insegnante in pensione che avrebbe compiuto domani 66 anni, ha ucciso la madre Assunta Brogi, di 88 anni, e poi si è sparato. L’omicidio-suicidio è avvenuto nella casa della famiglia, in via della Nave a Marcignana accanto alla chiesa di San Pietro. Un gesto apparentemente senza spiegazioni plausibili perché l’ex insegnante aveva una vita senza ombre o pensieri. Senza preoccupazioni economiche e sempre circondato dall’affetto della famiglia e dai tanti amici. Con hobby, tempo e possibilità di coltivarli. «Da alcuni mesi però - è Fernando Caporaso l’amico del cuore che parla - era depresso, stava in pensiero per un’operazione che doveva fare a un ginocchio». Non una patologia grave, un banale problema di cartilagine con la prospettiva davanti (a gennaio per l’esattezza) di dover subire un intervento in una clinica di Firenze. Nulla di preoccupante. In teoria. Ma in pratica un male che lui aveva ingigantito e che lo stava devastando dai timori». Tanto che, come spiega sempre Caporaso, «era convinto che dopo l’operazione non sarebbe tornato a camminare». Aveva paura di non essere più autosufficiente. Si vedeva già su una poltrona senza più poter andare con i suoi cani e al suo amato orto. Un po’ come la sua mamma che era ormai inferma. E che aveva bisogno della sua assistenza.
Da qui ieri alle 14 la decisione di farla finita per sè e per la persona che amava, che curava con dedizione e che vedeva soffrire. Tre sono stati i colpi esplosi (con un’arma detenuta regolarmente)nel piccolo appartamento di via della Nave, al numero 43. A rendersi conto che erano spari d’arma da fuoco il vicino di casa, Antonio Vetrana. Che è entrato dentro l’appartamento e ha trovato Piero Taddei con un revolver in mano e il petto tutto insanguinato in cucina. Accanto a lui la madre ripiegata con la testa immobile sul tavolo. «Piero che hai fatto? Che hai fatto?». Frasi urlate che poi hanno fatto accorrere gli altri vicini. Medici e infermieri hanno tentato di rianimare madre e figlio, ancora in vita quando sono arrivati i soccorsi. Ma i loro sforzi non sono valsi a nulla. E i due sono deceduti dopo alcune decine di minuti.
C’è voluto poco ai carabinieri della compagnia di Empoli per ricostruire quello che era avvenuto subito dopo pranzo nell’abitazione dove madre e figlio erano soli perché la badante dell’anziana era a mangiare dalla figlia che abita poco lontano sulla stessa strada. E la moglie dell’ex insegnante era in gita a Loreto, nelle Marche, con una parrocchia di Empoli. Secondo una prima ricostruzione l’anziana sarebbe morta per un colpo con un foro di entrata su una spalla e quindi probabilmente sparato dall’alto. Piero Taddei poi, subito dopo, ha rivolto l’arma contro se stesso e si è suicidato con un colpo in pieno petto. Gli spari, in rapida successione, sono stati tre. Il magistrato della procura di Firenze Concetta Gintoli ha disposto l’autopsia sui due corpi e le salme sono state trasferite all’istituto di medicina legale di Firenze.
Non è chiaro se Piero Taddei abbia premeditato l’omicidio-suicidio oppure sia stato un gesto nato all’improvviso. L’appartamento era tutto in ordine e nessuno, prima degli spari, ha sentito Piero discutere o arrabbiarsi con l’anziana. Anzi: ieri mattina verso le 11, come hanno raccontato alcuni vicini, lo hanno visto uscire di casa. E, come al solito, era tranquillo e sorridente. Tre ore dopo la tragedia, l’addio a un mondo in cui si era convinto di dover soffrire troppo. E in cui non voleva lasciare la madre, malata e inferma, e che comunque aveva costante bisogno di lui.
Lucia Aterini
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