Il Tirreno

Empoli

Il Maramao a Natale tornerà a splendere dentro il circolo Arci

di FilippoCioni
Il Maramao a Natale tornerà a splendere dentro il circolo Arci

La sala ora è utilizzata solo per il ballo, al termine dei lavori sarà a norma e potrà ospitare anche molte altre attività

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EMPOLI. Il Maramao è pronto a tornare. Al circolo Arci di Fontanella si aspetta con impazienza la riapertura della sala, oggi usata per il ballo ma adatta a tante altre attività mentre in passato fu utilizzata per il pattinaggio e le bocce.

Entro Natale se tutto filerà liscio i soci inaugureranno lo spazio, 800 metri quadri in totale, ristrutturato e messo a norma.

«Aspettiamo con impazienza quel giorno – spiega il presidente Giovacchino Macaione, riferendosi al taglio del nastro del locale rinnovato – con l'Arci e un prestito convenzionato con la Banca Popolare Etica abbiamo adeguato questo spazio alle nuove normative. Il Maramao resta il motore principale della nostra attività».

Il circolo Arci di Fontanella ha oggi circa 120 soci, si trova nel cuore della frazione, lungo la strada 429.

È lì dal 1955, quando si spostò da via Montanelli.

Anche in questa realtà il volontariato ha permesso che il circolo sia sopravvissuto, però oggi è molto più difficile andare avanti.

Per una serie di motivi che il presidente Macaione, tornato in carica dopo l'abbandono di Alberto Russo e già presidente dal 2006 al 2012, non nasconde.

«Qui rispetto ad altre frazioni abbiamo ancora tutto, dal supermercato alla banca, dalla farmacia all'alimentari. Il paese in ogni caso si sta svuotando, soprattutto i giovani sono andati verso Ponte a Elsa ed Empoli o Castelfiorentino. E in generale le persone tendono a socializzare meno e lo tocchiamo con mano, nel consiglio del circolo non c'è un ragazzo giovane e in pratica siamo sempre gli stessi».

Racconta, con un pizzico di ansia che pochi giorni fa, durante una riunione avuta con i presidenti degli altri circoli dell’Empolese-Valdelsa è emerso un quadro preoccupante. «L’età anagrafica di chi guida realtà come queste è alta – dice – e di conseguenza manca il ricambio generazionale che aiuterebbe ad avere prospettive più longeve alle attività dei nostri circoli».

Le attività e la passione dei soci. Il circolo di Fontanella riesce ad andare avanti grazie alle attività, alla passione dei soci. Ma il presidente rimarca il suo grido d'allarme.
«Siamo un'associazione di volontari e nonostante l'attività sociale che svolgiamo siamo sempre più tartassati da un sistema di tassazione eccessivo che ci sta mettendo in ginocchio. Purtroppo le amministrazioni locali ci considerano come privati, siamo messi sullo stesso piano. Le utenze da pagare, in primis luce e spazzatura, sono triplicate anche a noi che non abbiamo scopi di lucro, non siamo un'azienda che fa profitto. Alla fine siamo solo volontari». Macaione lancia una frecciata anche all'Arci.

«Da Roma arrivano circolari continue che invitano a nuove regolamentazioni, a rispettare profili tributari, a seguire corsi, a stare in regola con le norme di sicurezza dei locali. Non dico che non sia giusto rispettare le regole, ma su di noi presidenti che non percepiamo un euro per quello che facciamo, come del resto tutti i soci, viene riversata una responsabilità sempre più pesante a livello civile e, addirittura, penale. Credo non sia questo il modo per incentivare ad andare avanti, anche perché molti di noi sono pensionati e fanno tutto per passione».

Un bilancio a posto con i numeri. A Fontanella il bilancio è sano e le attività principali sono il ballo liscio, il biliardo con i tornei Uisp e due tavoli, un corso di pittura tenuto dal maestro Roberto Maestrelli (in futuro i soci pensano di organizzare anche una mostra), un’attività di palestra nei locali, la tombola.

Oltre alle più tradizionali cene sociali o per ricorrenze particolari, le carte e la visione delle partite di calcio.

E ovviamente la sala Maramao che presto sarà di nuovo attiva.

«Il sogno sarebbe anche quello di dotarla di un impianto fotovoltaico con energia pulita – spiega il presidente Macaione – e di riattivare la pizzeria al piano terra che al momento, per una scelta di tipo economico, non è in funzione».

Il circolo oggi a Fontanella non chiude praticamente mai, apre alle 7 di mattina e tira avanti fino alle 24 dal lunedì a domenica.

In frazione l’unico bar sempre aperto è questo.

«Col tempo siamo riusciti a organizzarci per stare aperti tutti i giorni – sottolinea Macaione – e senza dubbio siamo l’unico punto di ritrovo della frazione».

Un parcheggio tutto nuovo. Da poco è stato inaugurato un parcheggio dietro il locale e attualmente sul tratto di 429 dove sorge il circolo viene rifatto l’asfalto.

«Il parcheggio – spiega ancora il presidente – è un bell’aiuto al problema delle auto in questa zona di Fontanella ma proseguendo verso Castelfiorentino le macchine continuano ad essere parcheggiate sulla carreggiata, perché altri posti non ci sono. La 429 è una strada pericolosa che da anni e anni ci penalizza e il traffico sempre più pesante, unito ai pochi posti auto, sicuramente ha influito sul fatto che tante persone abbiano abbandonato il paese. Aspettiamo a gloria la 429 bis, sperando che il traffico si diluisca e le cose migliorino concretamente per tutti».

Due soci da ricordare. Il calcio sempre in primo piano in questi locali.

Per oltre 40 anni, dalla terza categoria alle giovanili fino agli amatori, Fontanella ha sempre avuto delle squadre capaci di riunire giovani e meno giovani del paese.

E il fulcro è sempre stato il circolo Arci della frazione.

L'associazione sportiva di Fontanella non sarebbe esistita senza due nomi fondamentali che i soci in carica oggi vogliono ricordare: sono Bruno Chiarugi che è stato uno dei fondatori, e Angiolino Salvadori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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