Il Tirreno

Empoli

Fucecchio si è già divisa sulla “chiusura” del Poggio

Fucecchio si è già divisa sulla “chiusura” del Poggio

C’è chi teme che la pedonalizzazione possa essere la fine del Salamartano ma intanto il balcone naturale resta “prigioniero” delle troppe auto in sosta

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Gli abitanti della parte alta della città sono in fermento per l’annunciata (dal Comune) pedonalizzazione col conseguente disagio per i residenti che devono lasciare l’auto (anche se da primavera sarà disponibile, poco lontano, il nuovo grande parcheggio).

Girano lettere di protesta, si teme la morte definitiva della parte più nobile della città, quella con la Fondazione Montanelli, la biblioteca civica da cui si accede anche al verde parco Corsini, con la statua di Eloisa opera di Carmassi, la chiesa Collegiata con l’adiacente Poggio Salamartano.

A proposito di quest’ultimo, tra i fucecchiesi, divisi un po’ su tutto, c’è anche chi controprotesta per accelerare il grande parcheggio. Sul poggio, infatti, si entra a piedi (motorizzati soltanto con autotizzazione o in caso di celebrazioni religiose). Per regolamentare questo, erano addirittura stati installati “funghi” dissuasori, ma sono fuori uso da tempo. Dunque non c’è più il rischio di rimanere intrappolati con l’auto. E anche i controlli delle forze dell’ordine sono rari, altrimenti non ci sarebbero così tante vetture parcheggiate, in quello che è un balcone naturale. E che ha un pavimento intonato all’epoca in cui i Carolingi vi tenevano corte. E anche le meridiane che segnano le ore. Insomma un’appendice invitante a salire nel centro storico, a fare due passi tra qualche negozio che si è trasferito poco lontano, mentre altri hanno appena aperto. E c’è anche un atelier d’arte, che merita, qualche bottega artigiana.

Ma tutto, ora, in mezzo alle auto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa