Attenzione
Padre Pio è tornato, nella teca un’immagine
Dopo gli atti vandalici contro la statua è ripresa la venerazione da parte dei fedeli
FUCECCHIO. Padre Pio è tornato al proprio posto, in via Rossini, nella teca in plexiglass trasparente sul rio. Ma non più come statua di gesso, bensì come immagine fotografica a colori. Soltanto il volto misericordioso, e non la statuetta in scala. La famiglia di Mario Lupi e signora Margherita sono stati di parola. E a riprova della venerazione di cui gode il santo delle stigmate, pochi minuti dopo è ripresa la venerazione dei fedeli. Magari il segno della croce, frettolosamente, o una devozione a bassa voce.
«Non potevamo darla vinta a coloro che ce l’hanno con il santo – racconta Lupi – e anche la statuetta di gesso, per quanto mal ridotta, stiamo cercando di rimetterla in sesto. Ovviamente, se così sarà, all’interno del nostro giardino». La moglie, Margherita, sta con il fiato sospeso. L’immagine è una bella foto, non sarà una tentazione ancora più facile, poiché è soltanto attaccata ai quattro angoli? «Non è ammissibile che ci siano persone che se la prendono con un’immagine sacra, ornata di fiori, tenuta pulita. E che a detta di alcune persone, ha esaudito anche qualche grazia». Chissa perché chi ha commesso i precedenti atti vandalici, sacrileghi, la pensi così. «Non c’è un movente, nessuna spiegazione per questo accanirsi 5 volte contro una statuetta di gesso, fino a distruggerla o quasi, benedetta da monsignor Andrea Cristiani». Probabilmente il fanatico è di un altro culto? Luigi Masoni, presidente del gruppo di preghiera intitolato a padre Pio, che organizza anche pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo, non vuole crederci. «Chi è veramente devoto, non se la prende con nessun altro. Qui invece siamo davanti a un’escalation sistematica - rievoca -. Dapprima la statuetta danneggiata un po’, poi gettata nel Rio, poi divelta dal basamento e di nuovo buttata nell’acqua ma anche ridotta in pezzi, da ritenerla non più utilizzabile. Ora durerà?”, conclude con parole che hanno il tòno della scaramanzia, e dunque scongiurare quel che potrebbe accadere ancòra. Lo scorso 23 settembre, la tradizionale serata annuale con veglia di preghiera e del rosario, si è svolta all’interno del giardino di casa Lupi. Ma non era la stessa cosa, in privato. I presenti auspicavano il ritorno della statuetta, o di un’altra immagine, nella teca. E auspicavano un po’ d’attenzione anche dalle forze dell’ordine, specialmente nel giro notturno.
Luciano Gianfranceschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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