Oltre 750mila euro per tre scuole in affitto
Ecco quanto e chi paga la Provincia per gli immobili in locazione Ma nel breve periodo non ci sono prospettive di ridurre l’importo dei canoni
EMPOLI. L’affitto in fondo al mese è un cruccio non solo quando si parla di famiglie, ma anche quando a dover scucire i soldi sono gli enti pubblici. Dei quattordici plessi scolastici che la Provincia ha in affitto, tre sono a Empoli e costano ogni anno oltre 750mila euro. Canoni di locazione alti, anche e soprattutto perché gli edifici sono grandi, grandissimi. In tutto si tratta di quasi settemila metri quadrati, che tuttavia spesso non sono sfruttati al meglio. Un prezzo certo motivato da ragioni virtuose se si considera che il fiorire di succursali è dovuto al boom di iscritti nelle scuole superiori del circondario negli ultimi anni. Ma in ogni caso un costo salato in tempi di tagli dei trasferimenti e spending review. Senza considerare la bufera sia istituzionale che finanziaria nella quale navigano le province negli ultimi tempi. Ed è anche questo il motivo per il quale, seppure le opzioni per cercare di contenere i costi ci sarebbero, sarà difficile trovare una via d’uscita nei prossimi anni.
I plessi empolesi presi in affitto sono tre: parte della sede dell’istituto Da Vinci in via Fabiani, la succursale del liceo Virgilio in via Fucini e la sede dell’istituto per geometri Brunelleschi in via Giovanni Da Empoli. Il primo è un plesso collegato con la struttura centrale del professionale, ma negli ultimi anni è servito agli studenti del linguistico e del classico provenienti dal vicino Virgilio. Si tratta di 2.330 metri quadrati posti su due piani di proprietà delle Suore S. Giuseppe dell’Apparizione. A loro, infatti, viene versata una quota di affitto annua di 62.216 euro. Il secondo è il fabbricato in via Fucini, anch’esso legato al liceo Virgilio, dove è sita la sede dell’artistico. Il contratto di locazione fu stipulato otto anni fa tra la Provincia e l’Enel, allora proprietaria dello stabile. Al momento risulta essere titolare di un fabbricato che misura oltre 2.100 metri quadri la società Enim srl. A quest’ultima, infatti, vengono versati ogni anno ben 357.459 euro per l’affitto. Infine, il terzo è la sede dell’istituto per geometri Brunelleschi (dove tra l’altro sono stati portati parte degli studenti dell’artistico e, da quest’anno, del classico), che è anche il più grande a livello provinciale: 4.372 metri quadrati. Ex fabbrica riqualificata in edificio scolastico di proprietà dell’immobiliare L’Avvenire spa, costa alla Provincia 336.816 euro all’anno di affitto. «Negli ultimi 12 anni abbiamo incrementato gli spazi di circa 120 classi – spiega Alfiero Ciampolini, direttore dell’Unione dei Comuni, che ha la delega all’edilizia scolastica – mentre altre 20 per i laboratori sarebbero necessarie, ma mancano i fondi per poterle ricavare. Questo aumento è il frutto di una politica che ha reso maggiormente recettive le nostre scuole per gli studenti. L’attivazione di nuovi indirizzi particolarmente attrattivi ha portato a questo». Il tentativo di porre rimedio a qualche uscita d’altronde c’è stato, ma le difficoltà logistiche da una parte e quelle finanziare dall’altra hanno impedito di condurre in porto i progetti. «All’inizio degli anni Duemila – continua Ciampolini – sollecitammo la Provincia per acquistare il plesso del Brunelleschi, dal momento che questo avrebbe permesso grazie a dei lavori di ricavare più spazi, ma non è stato possibile. Ultimamente è stata avanzata l’idea di costruire un nuovo lotto in via Sanzio dove alloggiare il geometri e spostare nella sede di via Da Empoli l’artistico, in modo da lasciare la succursale di via Fucini. Ma purtroppo mancano le risorse».
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