Il Tirreno

Empoli

LA CURIOSITÀ/2

Pietro Leopoldo non amò Fucecchio

Non fu accolto bene nella visita che fece nell'autunno 1772

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FUCECCHIO. Che i fucecchiesi abbiano un caretteraccio, lo disse anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini riferendosi a Indro Montanelli. Il quale non se ne curò più di tanto. Chi, invece, a una osservazione analoga, rimase molto male tanto da annotarla nel suo diario fu nell'autunno 1772 il canonico Giulio Taviani. Allorché era venuto, da Firenze a Fucecchio, il granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, con la sua real consorte, e parte della Corte al séguito.

Una visita importante, anche perché Pietro Leopoldo era granduca da 7 anni, e poi nel 1790 andò in Austria a mettersi in testa la corona imperiale. «Nel vicariato di Fucecchio vi sono molte terre, che hanno tanti benestanti. Queste molte volte hanno spesso che dire per le loro scioccherie e etichette ridicole, e sarebbero un poco prepotenti - ha lasciato scritto - mentre il popolo basso è insolente e rumoroso».

Parlava con cognizione di causa. Arrivato il granduca presso la chiesa della Ferruzza, dove il suono delle campane aveva richiamato una folla numerosa, «tale e tanto fu il popolo basso che lo circondava, che si sarebbe infastidito. E che lo avesse a noia è certo perché disse che non sarebbe più ritornato in questa terra», attesta il canonico Taviani.

E aggiunge un'altra esperienza diretta del Granduca: «Chiese che gli fosse indicato un luogo ove costruire un ospedale, e si ritrovò alle prese con pareri contrastanti. Chi gli diceva una cosa, e chi un'altra, e così sua altezza reale non aderì mai, né dette risposta».

E l'ospedale fu realizzato mezzo secolo dopo. (l.g.)

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