Italia Nostra vorrebbe tutti in bicicletta
FUCECCHIO. Tutti in bicicletta, "strilla", nella prima pagina del suo giornale, Italia Nostra, sezione Medio Valdarno Inferiore, che ha sede a Fucecchio. Il lungo articolo di Barbara Mazzolini si...
FUCECCHIO. Tutti in bicicletta, "strilla", nella prima pagina del suo giornale, Italia Nostra, sezione Medio Valdarno Inferiore, che ha sede a Fucecchio. Il lungo articolo di Barbara Mazzolini si muove mettendo in risalto la situazione di Bassa e Gavena, frazioni del comune di Cerreto Guidi, che però gravitano, con Pieve a Ripoli, più su Fucecchio. Fa risaltare anche l'attività dell'associazione RivAllegra, lodata perché ha riscoperto stradine poderali, riutilizzabili con pochi interventi (se si facessero) di congiunzione, per chiudere il cerchio. Barbara Mazzolini ne approfitta, però, per allargare l'orizzonte: andare in quel di Vinci e nel Padule di Fucecchio.
Alla fine, l'articolo ti fa venire - come si è soliti dire - l'amaro in bocca. Perché in bicicletta non si va. E' impossibile andarci. Non ci sono le condizioni per andarci. Le amministrazioni comunali hanno fatto, e fanno, poco o nulla per far scendere la gente dalle auto e indurla a montare sulle bici. Manca la cultura. E ciò non sollecita la volontà d'andare nella direzione delle… due ruote, sordi a ogni proposta. E' più facile, invece, stare sull'auto, anche se vuol dire più parcheggi, più strade (che costano) e più polemiche, caso mai con i commercianti dei centri storici, i quali non capiscono che le auto arrivano a intasare pure la loro attività, già precaria per il proliferare dei supermercati, totem del consumismo camuffato dal tre per due. E il problema - è chiaro - non si smorza con biciclettate domenicali, una volta l'anno. Anzi. Qualcuno le considera una presa in giro.
Riccardo Cardellicchio
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