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Empoli

Unione dei Comuni, Signorini (Idv) si dimette dall’assemblea

Unione dei Comuni, Signorini (Idv) si dimette dall’assemblea

L’ormai è consigliere: «Troppe scelte sbagliate, a cominciare da quella di associare la polizia municipale. È un ente lontano dai cittadini»

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EMPOLI. «L’Unione dei Comuni non funziona. E io mi dimetto». Il consigliere dell’Italia dei valori, Massimiliano Signorini annuncia l’addio all’assemblea: «L'unione dei Comuni nata da un compromesso-accordo Pd-Pdl sta dando i frutti che era facile prevedere. Durante la stesura dei regolamenti per la composizione della stessa Assemblea si è costruito un regolamento addirittura peggiore di quello precedente del Circondario, in quanto non si è tenuto conto primariamente della rappresentanza. È chiaro che non tenendo conto delle forze politiche presenti in tutto l'Empolese Valdelsa ed andando ad un rapporto di forza interno ai consigli comunali, Pd e Pdl si sono riconosciuti a vicenda come primi interlocutori.

Come vediamo però l'Unione non funziona e il legittimarsi a vicenda tra Pd e Pdl per sostenere questa Unione dei comuni non è sufficiente, sta anzi producendo gli stessi fallimenti del Governo e della maggioranza parlamentare di Pd e Pdl. L’Unione è lontana dai cittadini, la scelta poi di associare la polizia municipale è risultata la più sbagliata di tutte, verificabile con oggettività come gli ammanchi nei bilanci alla voce sanzioni al codice della strada. l'Italia dei valori ha provato con tutte le forze a partire nella maniera migliore, ossia dall'amministrazione dell'ente, iniziando dalla gestione del personale, un ufficio gare e un ufficio legale, per guadagnare risorse umane e dall'edilizia scolastica per liberare risorse economiche dal patto di stabilità dei comuni ed attuare una politica veramente di centro sinistra.

Una politica di un certo livello avrebbe guardato poi ad uno sviluppo urbanistico coerente in tutto il circondario, con gli stessi regolamenti come quello sulla bio-eco-edilizia non approvato da tutti, manca poi un piano energetico che riconosca il valore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Quanto alla gestione del Servizio idrico, non vi è alcuna proposta coerente con l'esito del referendum del 2011, affinché si possa trattare l'acqua come un bene comune, senza scopo di lucro». Quindi Signorini sottolinea che «le dimissioni che da qualche giorno ho rassegnato, sono un atto di coerenza per un amministratore che ha assaporato la possibilità di uno sviluppo compreso dai cittadini, basato sulla buona amministrazione e non su burocratiche e opportunistiche soluzioni politiche. La nostra non è però una resa, poiché continueremo a portare le nostre idee che tanta attinenza hanno avuto nei fatti e nel comune sentire».

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