Sicurezza
Porcellino, due strade per gli ex dipendenti
Oggi l’incontro col curatore fallimentare per ottenere la cassa integrazione a gennaio quello con i vertici dell’Unicoop per potersi costruire un futuro
EMPOLI. «La speranza è quella di far avere ai lavoratori licenziati anche gli stipendi degli ultimi mesi del 2013». I sindacati scendono in campo per aiutare i 12 ex dipendenti del Porcellino di Empoli, il ristorante del Centro Coop di via Sanzio improvvisamente chiuso dall'azienda, la Bruno's Srl, la settimana scorsa. «Stamattina – spiega Massimiliano Fabozzi della Filcams – avremo un incontro a Prato con il curatore fallimentare. L'impresa ha fatto richiesta per la cassa integrazione in deroga e sarà l'occasione per discuterne i termini e vedere se ci sono le possibilità per applicarla, visto che l'azienda è stata dichiarata fallita. La nostra intenzione è garantire ai lavoratori la copertura dello stipendio anche in questi ultimi mesi dell'anno. La cassa in deroga può essere erogata fino al 31 dicembre ma c'è un inter preciso da seguire e faremo il possibile per ottenere il meglio per i lavoratori».
Lavoratori che ieri mattina si sono dati appuntamento alla sede della Cigl di Empoli esprimendo tutta la loro preoccupazione per la vicenda. «Comunque vada l'incontro a Prato – specifica Fabozzi – ci impegneremo, a partire da gennaio, per un confronto con Unicoop Firenze per fare in modo che il nuovo gestore che prenderà in carico lo spazio lasciato vuoto dal Porcellino al Centro Coop di Empoli, sia disposto a riassumere i 12 dipendenti che hanno perso il lavoro. Ci sembra quanto meno la cosa più giusta da fare».
Nel volto dei lavoratori licenziati, ieri, si leggeva tutta l'incredulità di una vicenda che non riescono a mandare giù «anche perché – hanno detto praticamente in coro – nessuno ci ha avvisato per tempo e non abbiamo avuto modo noi stessi di avvertire nessuno, nemmeno le banche, per dire che saremo rimasti senza lavoro. Per noi l'attività andava tutto sommato bene, invece oggi ci ritroviamo all'improvviso a piedi e senza sapere di che colore sarà il nostro futuro».
Il titolare dell'azienda, Bruno Sarallo, ha spiegato nei giorni scorsi che la sua decisione di chiudere l'attività è stata legata ad un mix midiciale fatto di tasse e concorrenza sempre più agguerrita all'interno del centro commerciale. Dove, in pochi metri, sorgono diverse attività.
«La Tares triplicata – ha spiegato chiaramente il titolare – unita ad una perdita di fatturato importante (oltre 200mila euro) legata proprio alla concorrenza ha portato a questa decisione».
Resta il fatto che uno dei ristoranti più apprezzati, e frequentati di Empoli, inaugurato nel 2007, ha chiuso i battenti. E come sempre in questi casi a rimetterci sono stati in primis tutti i lavoratori. «Al momento non sappiamo cosa fare e dove andare – spiegano – trovarci di punto in bianco senza lavoro è una cosa durissima da accettare».
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