Sicurezza
Telecamera dall’alto per salvare le Cerbaie
Il Consorzio vuole correre ai ripari contro gli incivili che abbandonano i rifiuti nel polmone verde di Fucecchio
FUCECCHIO. Si conosce troppo poco delle Cerbaie fucecchiesi, delle caratteristiche uniche che possiede, di tutte le specie animali e vegetali - alcune rarissime - che può offrire agli appassionati escursionisti. A Fucecchio, esiste un consorzio forestale delle Cerbaie, il cui scopo è proprio far conoscere le peculiarità di questa zona, ultima punta di territorio fiorentino che sconfina nel pisano.
L'estensione totale del sito di interesse comunitario delle Cerbaie è di 6504 ettari. Al suo interno sono presenti 42 specie animali e 62 specie vegetali d'interesse regionale e/o protette, oltre a 14 habitat d'importanza comunitaria. Particolarmente caratteristiche sono le cosiddette Drosera rotundifolia corsica, una pianta carnivora residuo dell'ultima glaciazione, la Gentiana pneumonantheo e l'Hottonia palustris, piante palustri in forte regressione su tutto il continente. Valore aggiunto è anche la rarissima tartaruga palustre, rinvenuta in piccoli specchi d'acqua a Fucecchio.
Da non dimenticare, è ovvio, la presenza stabile di numerosissime specie di uccelli protetti o meno, quest'ultimi facenti parte anche della tradizione gastronomica del luogo, come dimostra il cosiddetto "Cacciucco del Padule", un piatto unico nato all'Osteria Il Cacciatore a Massarella e composto da anatre germanate, germani e alzavole. Il tesoro delle Cerbaie è nascosto nei boschi, puntellate non solo da pini ma anche da querce e castagni, diffusi su larga scala. Chi vi si avventurasse potrebbe trovare numerosi alberi secolari, che colpiscono fortemente l'immaginario delle persone. Per questo motivo è stata creata la cosiddetta Alberoteca degli alberi delle Cerbaie, dove sono indicate le coordinate degli alberi più significative.
Per difendere il polmone verde di Fucecchio il direttore del consorzio Stefano Mengoli ha le idee chiare: «L'inquinamento mette in pericolo l'ecosistema del bosco, oltre a rovinarne l'immagine. Spesso i nostri volontari vanno in perlustrazione a controllare che non vengano abbandonati rifiuti di vario genere. I danni al bosco sono pressoché sempre di natura dolosa per cui abbiamo pensato di dotarci anche di un drone, un aereo senza pilota che tramite un percorso preordinato può mappare dall'alto la situazione del bosco attraverso foto e video. Ovviamente dipenderà dai costi e dalle modalità di utilizzo del mezzo, però potrebbe essere la nuova frontiera per la salvaguardia del sistema forestale di questa zona, un'area che lascia un ricordo bellissimo nelle persone che la visitano». (m.s.)
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